RIMEDI FLOREALI I FIORI AUSTRALIANI 2

RIMEDI FLOREALI: I FIORI AUSTRALIANI

Nell’articolo precedente abbiamo fatto una breve carrellata sui Fiori Australiani, che sono suddivisi in due linee principali: Living Essences of Australia e Australian Bush Flower Essences. Genesi e caratteristiche in parte differenti, un unico principio, lo stesso, non mi stancherò mai di ripeterlo, enunciato per la prima volta da Edward Bach e che è alla base della Floriterapia e della ricerca e preparazione di Rimedi Floreali in tutto il Mondo: la malattia o il disagio non sono sintomi isolati, ma una richiesta del nostro corpo che in qualche modo ha dei disequilibri che chiedono di essere riequilibrati: è necessario quindi che il Floriterapeuta si prenda carico del cliente a 360°, iniziando da un colloquio approfondito 

 

Abbiamo detto che la linea Living Essence è costituita da 88 essenze più diversi kit specifici, mentre la linea Bush è composta da 70 essenze singole più 24 essenze combinate. Per ora perché, come abbiamo visto per il caso di Calophyllum, le ricerche e le scoperte continuano. 

 

Non mi sembra il caso quindi di farvi un elenco di tutte le essenze con le loro caratteristiche, per questo vi rimando a libri e pagine web dedicate. Vorrei tuttavia concludere questo nostro viaggio tra i Rimedi Australiani indicandovene 6 (tre Living e tre Bush) che, a mio parere, possono essere utili in diversi frangenti 

 

INDICE 

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona 
  2. I benefici della Floriterapia 
  3. Bach & Friends 
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach 
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani 
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani 

 

6. Scopriamo insieme i Fiori Australiani 

Catspaw, che è uno dei nomi comuni dell’ Anigozanthos humilis, una specie di Anigozanthos della famiglia delle Haemodoraceae. Questa pianta perenne in fiore è endemica dell’Australia sudoccidentale e diffusa nelle sue foreste aperte. Catspaw fa parte della linea Living Essences ed è indicata per le persone generose che rimangono ferite dal comportamento altrui, e si sentono usate e non amate nel giusto modo. Insegna ad esser franchi e a rivelare la verità di noi stessi agli altri, anche quelle sensazioni più viscerali che fanno parte di noi in un momento difficile della nostra vita quando proviamo risentimento e ci sentiamo feriti, riporta l’equilibrio nei rapporti che ci hanno deluso e ci insegna ad affrontare in maniera più salutare noi stessi e gli altri. A livello fisico allevia il senso di tensione allo stomaco e nella regione addominale 

West Australian Smokebush, nome botanico Conospermum stoechadis, è un arbusto endemico dell’Australia Occidentale, con foglie sottili e aghiformi e fiori bianchi e grigi raccolti come se fossero pannocchie. Fa parte della linea Living Essences e aiuta ad impegnarsi anima e corpo nelle proprie attività, donando maggiore concentrazione e liberando dalla vaghezza dei comportamenti. E’ consigliata a chi si impegna a metà nelle proprie attività, a chi si fa trascinare dalla corrente senza avere in mente una situazione ben chiara, a chi adempie meccanicamente ai doveri quotidiani, vagando altrove con la mente. Molto utile per il radicamento, per ancorarsi all’energia della terra e per chi, privo di un sano legame tra mente e corpo, tende alla deconcentrazione ed alla confusione. La sua energia curativa dona coerenza e lucidità e permette di reintegrare il legame tra corpo e mente. Molto utile per paure d’origine sconosciute e quando si pensa di perdere il controllo mentale a causa dello stress. Supporta inoltre l’integrazione degli aspetti sottili con quelli fisici e il recupero mente/corpo post anestesia o svenimento. Aiuta in caso di difficoltà di concentrazione; ansia, indeterminatezza e confusione di sentimenti per la separazione mente/corpo in fasi di stress acuto 

Essence of creativity: essenza combinata della linea Living, contiene Star of Bethlehem, Dampiera, Yellow Leschenaultia, Pink Trumpet, Golden Waitsia. Indicata per chi ha scarsa concentrazione, mancanza di energia fisica o mentale e/o difficoltà a definire e raggiungere i propri obiettivi, dona elasticità, apertura mentale, creatività per trovare vie diverse di realizzazione di sé, migliorare lo spirito di iniziativa e individuare soluzioni creative di fronte alle diverse situazioni della vita 

Alpine Mint Bush: come dice il nome, fa parte della linea Bush ed è ricavato dalla Prostanthera cuneata, pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Ha un fusto legnoso e ramificato di colore verde ricoperto da una leggera peluria, le foglie sono piccole ed arrotondate di tonalità verde scuro, molto aromatiche se sfregate e fiori profumati a forma di campanula dal tenue colore lilla con l’interno macchiato di rosso o viola. E’ l’essenza dei caregivers per professione, per amore, per dovere: tutte queste persone si scontrano con forti emozioni di dolore, sofferenza oltre che sensazioni di stanchezza fisica e mentale. Ecco che Alpine Mint Bush rivitalizza l’individuo donando entusiasmo, amore sia a livello fisico che mentale per quello che si fa, gioia nell’affrontare i propri impegni e responsabilità senza la sensazione di subire il carico degli altri. Questo rimedio è adatto in generale per chi ha ruoli di grande responsabilità, non solo nel campo della salute, perché favorisce un certo distacco per tutelare se stessi e per chi viaggia molto o lavora con orari molto estesi sacrificando spesso gli affetti personali e la vita privata, perché rinnova entusiasmo e amore per la propria attività. 

Fringed Violet, fa parte della linea Bush, ed è un rimedio ricavato dalla Thysanotus tuberosus, una pianta della famiglia delle Liliaceae conosciuta come conosciuta come ‘giglio frangiato comune’ o ‘viola frangiata’ Fiorisce in primavera e in estate, ama gli spazi aperti e soleggiati, ed è caratterizzata da una bellezza effimera, poiché i suoi eleganti fiori porpora si aprono per una sola mattina. La pianta è esile ed eretta, le foglie erbacee e i fiori costituiti da tre petali flangiati color malva, con delle delicate ciglia. Questo fiore è in grado di ripristinare l’aura danneggiata da traumi, shock ed eventi emotivamente forti, sia recenti che passati (è infatti utilizzato anche nelle sedute di regressioni a vite precedenti), proteggendo dalle influenze ed energie esterne di persone, eventi, ambienti. Reintegra il corpo fisico e l’eterico, riallineandoli dopo uno shock, un forte spavento, un trauma, ma anche un intervento o l’anestesia; non a caso è uno dei componenti di Energency. E’ utile anche per la protezione dei neonati nei quali l’aura resta aperta come la fontanella anteriore: basta applicare poche gocce sulla zona. E’ infine ideale in casi di lunga esposizione a campi elettromagnetici.

RIMEDI FLOREALI I FIORI AUSTRALIANI

RIMEDI FLOREALI: I FIORI AUSTRALIANI

Con l’arrivo di settembre si conclude il nostro breve viaggio a puntate nel mondo della Floriterapia. 

Un percorso che spero sia stato utile, come utilissima è stata per me la scoperta e l’utilizzo dei Rimedi Floreali 

Parliamo dei Fiori Australiani che si suddividono in due grandi linee e che sono … tantissimi! Sono fiori affascinanti e variegati come il Paese da cui provengono. C’è molto da dire quindi non perdiamo tempo. Buona lettura! 

 

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia 
  3. Bach & Friends 
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach 
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani 
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani 

 

6. Scopriamo insieme i Fiori Australiani 

Prima di addentrarci nella scoperta dei Rimedi Floreali Australiani, ricordiamo ancora una volta la grande intuizione di Edward Bach, che possiamo considerare il padre della Floriterapia: la malattia o il disagio non sono sintomi isolati, ma una richiesta del nostro corpo che in qualche modo ha dei disequilibri che chiedono di essere riequilibrati Compito del Floriterapeuta, quindi, è quello di guardare non tanto al sintomo, quanto alla persona in toto, partendo da un colloquio approfondito col cliente per arrivare a individuare quali siano i particolari squilibri in atto, carpendone anche le sfumature per individuare il/i rimedio/i più adatto/i 

Nei precedenti articoli abbiamo visto come, sulla scia di Bach, siano stati scoperti rimedi floreali in ogni parte del mondo: ogni Paese i suoi fiori e ogni fiore le proprie caratteristiche. In realtà i fiori, con le loro proprietà e potenzialità, sono sempre stati lì a disposizione, ma dopo Bach altri uomini e donne hanno iniziato a studiarli, catalogarli e a ricavarne dei rimedi efficaci per diversi disturbi.  

Potevano mancare i fiori provenienti da quel meraviglioso Paese che è l’Australia? Addirittura, in questo caso parliamo di due distinte linee di fiori, in entrambi i casi di relativamente recente scoperta e utilizzo 

Living Essences of Australia sono forse quelli meno conosciuto e utilizzati, per lo meno qui in Italia. La linea nasce grazie all’opera di Vasudeva Barnao e sua moglie Kadambii fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Essa riprende la tradizione delle terapie floreali dello “Stato dei fiori”, l’angolo sud-occidentale del continente australiano che gli aborigeni Nyoongah seguono da millenni: essi attingono da Madre Terra la conoscenza e gli strumenti per intraprendere il cammino della guarigione chiamato “Via della Cura”. Entrando in contatto con la Natura attraverso sogni e “viaggi sciamanici”, l’uomo poteva ricevere indicazioni terapeutiche su pianti e fiori: grazie all’amicizia con alcuni membri di questa tribù, i coniugi Bernao hanno saputo ricavare i rimedi floreali conosciuti oggi come Living Essences. La particolarità di questi rimedi risiede nel fatto che i Bernao li hanno voluti associare all’agopuntura, sfruttando gli agopunti dell’orecchio: le essenze vengono applicate su alcuni di questi punti e questa tecnica si è rivelata particolarmente efficace per i disturbi da stress, sindrome premestruale e fenomeni di dipendenza. L’altra particolarità risiede nel fatto che Il metodo impiegato per la produzione di alcune delle Living Essences risulta differente da quello tradizionale: durante una intervista, Vasueda Barnao ha rivelato infatti che è possibile preparare le essenze dal fiore vivo, senza che vi sia diluizione e scambio di materia tra l’acqua e il fiore, ma soltanto trasferimento di vibrazioni energetiche. Alcuni dei rimedi Living Essences sono preparati proprio con questo metodo. 

Questi Rimedi Floreali si sono rivelati particolarmente efficaci nel trattamento del dolore fisico e nella terapia del dolore: hanno infatti la stessa efficacia della morfina senza però presentare effetti collaterali. Questa caratteristica ha permesso che da questi fiori fossero ricavate anche creme e lozioni per la cura dell’artrite e del dolore, facendo sì che le Living Essences fossero le prime ad essere utilizzate in ben 18 ospedali australiani. Nel 1989 Vasudeva e Kadambii Barnao hanno fondato la Life Academy: un college quadriennale certificato e riconosciuto dal Governo dell’Australia in cui si studia la floriterapia applicata alla medicina cinese, alla psicologia, le scienze Yogiche e lo studio del Sistema dei Chakra 

Il kit completo è costituito da 88 essenze, ma sono disponibili molti kit specifici che raggruppano le essenze in base alle problematiche che sono in grado di risolvere. Come detto, qui in Italia non sono particolarmente conosciuti, ma se volete saperne di più vi consiglio, Guarire con i fiori australiani libro dei coniugi Barnao, un po’ datato (1997), ma completo per chi vuole avvicinarsi al mondo Living Essences 

Un po’ più conosciuti, venduti e utilizzati, i cugini del Bush, scoperti e sviluppati da Ian White che se cercate una sua fotografia, sembra una via di mezzo fra Indiana Jones e Mr. Crocodile Dundee! White è cresciuto nel “Bush” termine utilizzato per definire aree particolarmente selvagge del territorio australiano: da qui nasce il nome della linea di questi rimedi. La sua era una famiglia particolare, dedita da diverse generazioni ad erboristeria e floriterapia: addirittura bisnonna e nonna furono le prime non aborigene a studiare seriamente le proprietà e delle piante australiane. White aiutava la nonna a preparare estratti e tinture d’erbe, apprendendo le proprietà di piante e fiori. A partire da metà anni Ottanta decise così di continuare la tradizione di famiglia e dalle sue ricerche è nata la linea Australian Bush Flower Essences 

Si tratta di 70 essenze singole. L’ultima nata, Calophyllum, è recentissima: è stata infatti preparata per la prima volta nel marzo 2023 dopo ben 19 che Ian White non creava essenze singole. Calophyllum è un albero che cresce su spiagge sabbiose o rocciose, in isole e habitat costieri, con grandi tronchi ricurvi che si sporgono fino all’acqua, con piccoli fiori bianchi dal cuore giallo, disposti in coppia sui rami. Alla sommità di ciascun ramo, un fiore solitario, che sembra aprire la strada alla fioritura degli altri e fare un po’ da guida. Questa caratteristica, unita al fatto che si tratta di un albero molto forte e resistente, fanno sì che il rimedio che ne è stato ricavato sia stato definito il “fiore della leadership”, della capacità di ispirare e condurre tante persone verso la realizzazione di obiettivi comuni e condivisi, impegnandosi per il bene collettivo. Calophyllum aiuta a lasciare andare il dubbio continuo sulle proprie abilità, la difficoltà a impegnarsi nelle cose, la paura di uscire dalla comfort zone. Stimola, invece, l’ascolto dello Spirito e la chiarezza sulla propria direzione nella vita. 

 La persona Calophyllum ha molto a cuore la propria evoluzione e l’evoluzione degli altri. Ha un forte senso della moralità, per il quale combatterà, senza permettere a nulla di ostacolare il proprio percorso interiore. Insomma, un rimedio che aiuta a sviluppare le proprie doti di leadership, un bisogno molto attuale e in linea con i tempi che stiamo vivendo. 

Sembra essere questa la caratteristica peculiare dei Fiori Australiani Bush, unitamente alla frequenza energetica molto alta e alla particolare velocità di azione. Nonostante i fiori abbiano di per sé una storia antichissima, questi rimedi floreali, scoperti e preparati per lo più negli ultimi decenni del secolo scorso, sembrano adattarsi perfettamente alla società di oggi: si rivolgono infatti anche a problematiche del nostro tempo, apportando armonia fisica, mentale, emozionale e spirituale. Quasi una sorta di upgrade dei Fiori di Bach per criticità che a quel tempo non si conoscevano o non erano comunque così percepiti nella società come stress, attacchi di panico, trauma da stupro, disturbo da deficit di attenzione e, livello più fisico, AIDS, disturbi dell’appetito, demenza, inquinamento elettromagnetico.  

Oltre alle essenze singole, esistono anche 24 essenze combinate, preparazioni pronte all’uso contenenti dalle 5 alle 8 essenze per alcuni problemi comuni. Tra le principali troviamo Concentration, Self Confidence, Equilibrio Donna, Emergency (il cugino australiano del Rescue Remedy di Bach) e Stress Stop. 

Al termine di questa breve carrellata, spero sia nata in voi la curiosità di conoscere questi preziosi rimedi. Il principio è sempre quello enunciato da Edward Bach: la malattia non è che un campanello d’allarme di qualcosa di più profondo ed è necessario prendersi cura della persona a 360°. Se vuoi prenderti cura di te, anche attraverso la Floriterapia, contattami, valuteremo insieme il percorso più adatto. 

RIMEDI FLOREALI I FIORI ITALIANI 2

RIMEDI FLOREALI: I FIORI ITALIANI

I fiori sono le intelligenze della natura che ci portano ad elevare sempre più la qualità della nostra vita e che ci aiutano a introdurre ordine in ciò che è divenuto disarmonia. Le loro vibrazioni trasformano l’energia della persona e così i suoi pensieri, le emozioni e il corpo stesso possono dare risposte più adeguate alle situazioni che la vita le presenta 

 

Riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta dei Rimedi Italiani di nuovo con la voce di Giovanna Florio che riassume in poche righe quello che i Fiori possono fare per tutti noi. Un accompagnamento all’equilibrio in cui tutte le nostre parti sono in armonia. E non solo per un generico “sentirsi meglio”, ma concretamente per poter affrontare con maggior lucidità, energia e consapevolezza la nostra vita quotidiana. 

 

INDICE 

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona 
  2. I benefici della Floriterapia 
  3. Bach & Friends 
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach 
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani 
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani 

 

5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani 

Come abbiamo visto nell’ultimo articolo, i Rimedi Italiani si compongono principalmente di tre strumenti:  

  • Flos Animi (Fiori Italiani), 18 rimedi che, come abbiamo visto, agiscono con lo stesso principio dei Fiori di Bach e in generale di tutti i rimedi floreali, con le specificità dovute alle loro caratteristiche e a quelle del luogo in cui si trovano. Li approfondiremo nel prossimo articolo 
  • Fons Animi (Fonti Italiane), un sistema di acque per i chakra che sono in grado di risvegliare le forze insite in ognuno dei chakra, sbloccandoli e risvegliando l’energia.  
  • Vis Animi sono miscele di fiori e acque, già pronte e mirate a specifiche problematiche di determinate categorie: bimbi, donna, notte, ottimismo, animali, piante, sessualità, sport, studio e lavoro, terza età, uomo, viaggio 

La scorsa volta ci siamo concentrati sulle acque dei chakra. In questo articolo invece ci soffermiamo sui Rimedi Floreali che sono solamente 18 (anzi 19, poi vedremo il perché) più quello universale, il “cugino italiano” del Rescue Remedy di Bach. I fiori provengono da ogni regione d’Italia e sono preparati secondo il metodo diffuso da Bach 

  • Alloro: consigliato a coloro che si sentono stressati ed è sempre utile quando il campo energetico ha bisogno di nutrimento per rafforzarsi ed espandersi 
  • Aquilegia: consigliato a coloro che vivono con presunzione e si considerano superiori. Dona loro l’umiltà di riconoscere ed accettare le ricchezze che altri posseggono. 
  • Betulla: consigliato a coloro che desiderano abbandonare a poco a poco le abitudini e la monotonia per interpretare la vita in modo sempre più originale e il rimedio li aiuta ad addentrarsi in territori inesplorati. 
  • Biancospino: consigliato a coloro che si lasciano condizionare, che non riconoscono i loro obiettivi e quindi non sanno esprimere ciò che desiderano veramente per se stessi. 
  • Cappero: consigliato a coloro che hanno difficoltà ad operare delle scelte e soffrono le incertezze, a causa dei blocchi creati unicamente dalla loro caparbietà e rigidità interiore. 
  • Ciliegio: consigliato agli inquieti e agli insofferenti, a coloro che sono sempre in fuga, alla ricerca disordinata di qualcosa che li soddisfi, perché non stanno trovando se stessi. 
  • Gelsomino: consigliato alle persone critiche, che non sanno liberarsi dai rancori e dai risentimenti nei riguardi di cose e persone. Nell’incolpare persone o situazioni per ciò che sta accadendo loro, declinano le loro responsabilità, perdendo così potere 
  • Limone: consigliato a chi è oppresso dagli eventi del passato o a chi è in ansia per il futuro, poiché non riconosce che il momento vitale è solo il presente 
  • Mandorlo: consigliato a coloro che necessitano di determinazione e di perseveranza, grazie alle quali il fallimento non esiste 
  • Pesco: consigliato a coloro che, guidati dal senso del dovere, si caricano di obblighi e non vivono la vita con spensieratezza 
  • Pinguicola: consigliato a coloro che si sentono fermi e sono incapaci di trovare una via d’uscita, di superare la situazione che sembra loro di stallo, dove impedimenti a volte non ben identificati li stanno costringendo all’ attesa e a segnare il passo 
  • Pioppo Nero: consigliato a coloro che sono tormentati da paure, angosce ed ossessioni, che provano intensi turbamenti per qualcosa di reale o di immaginario che sembra loro atto a produrre danno o a costituire un pericolo attuale o futuro. 
  • Potentilla: consigliato a coloro che non credono nelle proprie capacità e non si danno valore e il rimedio li aiuta a ritrovare stima e fiducia in se stessi. 
  • Primula: consigliato a coloro che rivelano semplicità e schiettezza, che sono pronti a credere e ad accettare tutto, ma che non si rendono conto che per conquistare la vita occorre muoversi in modo consapevole, sapendo ciò che ci si appresta a fare. 
  • Rododendro: consigliato a coloro che avvolti nei propri pensieri e offuscati da questi, non sono più in comunicazione con ciò che esiste e in minor o maggior misura stanno negando la realtà. 
  • Rosmarino: consigliato a coloro che, dopo una malattia o altro evento debilitante, hanno perso energia e vitalità 
  • Sambuco: consigliato a coloro che se usassero nei rapporti comunicazioni autentiche e profonde, non proverebbero il disagio della solitudine e sperimenterebbero la gioia della relazione sincera. 
  • Veronica: consigliato a coloro che soffrono di umori alterni, che facilmente si destabilizzano per parole e comportamenti di altri, che spesso travisano e fraintendono, che si sentono attaccati e minacciati. 

A questi Rimedi originali è stato aggiunto in tempi più recenti il Muschio (ecco perché i Rimedi sono 19), consigliato a chi ritiene di trovarsi in condizioni di impossibilità, stretto nella morsa dell’impotenza. Esso attiva la forza per credere che ciò che solitamente é considerato senza via d’uscita possa essere risolto 

Infine, c’è il Rimedio Floreo che, come abbiamo detto, svolge la stessa funzione del Rescue Remedy dei Fiori di Bach: è preparato combinando Alloro, Limone, Mandorlo, Pioppo nero e Rosmarino ed è consigliato a coloro che si trovano in stato di shock/trauma o per coloro che si sentono in un momento di forte stress/ansia, ma non hanno ancora individuato il rimedio più adatto alla loro situazione. Il Rimedio Floreo aiuta a sanare questi disagi e a riprendere l’energia vitale 

 

Eccoci giunti al termine di questa panoramica sui Rimedi Italiani. Ti sei riconosciuto/a in qualche fiore o acqua dei chakra? Se senti la necessità di un supporto in una fase di disequilibrio della tua vita, contattami, troveremo insieme il rimedio più adatto alla tua situazione! 

RIMEDI FLOREALI I FIORI ITALIANI

RIMEDI FLOREALI: I FIORI ITALIANI

I fiori svelano le nostre parti nascoste, che talvolta non vogliamo o non osiamo vedere e che evidenziamo invece negli altri con i fari del nostro criticismo. In ognuno di noi vi è tutto: vi sono pezzetti di cielo che gli altri rispecchiano, ma anche parti negative che vediamo in loro e non in noi. So che in me esiste il positivo, ma anche l’opposto e vorrei giungere ad amare entrambi, senza giudizio, per operare in me continue trasformazioni. 

 

 Queste sono le parole di Giovanna Tolio, allieva di Edward Bach a cui dobbiamo la scoperta delle proprietà dei Rimedi Floreali Italiani. L’intuizione che sta dietro a questa scoperta è la stessa che ha guidato il Dottor Bach, così come il funzionamento: ogni fiore corrisponde ad uno squilibrio su cui è in grado di agire per riarmonizzarlo, in maniera dolce, graduale, ma profonda. La differenza con i rimedi di Bach, come potrete intuire sta nella specificità dei fiori e degli ambienti in cui essi sono stati trasformati in rimedi. Come abbiamo già potuto notare, pressoché ogni Paese ha i suoi fiori, anche se alcuni si ritrovano in diversi territori ed essi rispecchiano in qualche modo le caratteristiche della popolazione del luogo: i rimedi floreali sono universali, ma al contempo legati alla storia del territorio in cui nascono e vivono 

 

Curiosi di scoprire quali sono i rimedi del nostro Paese? Allora riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta della Floriterapia, buona lettura!  

 

INDICE 

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona 
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends 
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach 
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani 
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani 

 

5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani 

Prima di addentrarci nella scoperta dei Rimedi Floreali Italiani, ricordiamo che la grande intuizione di Edward Bach, che possiamo considerare il padre della Floriterapia, è che la malattia o il disagio non sono sintomi isolati, ma una richiesta del nostro corpo che in qualche modo ha dei disequilibri che chiedono di essere riequilibrati Compito del Floriterapeuta, quindi, è quello di guardare non tanto al sintomo, quanto alla persona in toto, partendo da un colloquio approfondito col cliente per arrivare a individuare quali siano i particolari squilibri in atto, carpendone anche le sfumature per individuare il/i rimedio/i più adatto/i 

Nel solco di Bach e dei suoi studi e scoperte, si muove in Italia Giovanna Tolio. Viene definita Counselor e ricercatrice che da parecchi anni studia l’uomo, come essere dotato di un corpo, di sensazioni, di emozioni e sentimenti; un essere pensante e intelligente che riconosce solo parzialmente la sua potenza e grandezza. Utilizza tecniche per l’evoluzione e la crescita interiore. Da oltre vent’anni ha scoperto e iniziato a utilizzare le energie dei fiori per aiutare gli esseri umani a ritrovare benessere e serenità” (FONTE, sito ufficiale dei Rimedi Floreali Italiani https://www.rimeditaliani.it/). E’ diplomata in Scienze Energetiche e in Naturopatia, ha un master in Programmazione Neurolinguistica ed esperta in bioenergetica idrofrequenziale. E’ anche docente della mia amata Tecnica Metamorfica di cui ha ricevuto l’insegnamento dal fondatore Robert St. John e dal suo allievo Gaston St. Pierre. Docente di Naturopatia, a seguito della scoperta dei Rimedi Floreali Italiani ha fondato una scuola per chi desidera approfondire questi preziosi rimedi e lavorare per la propria crescita personale. Qui si ferma la scarna biografia che su di lei si può trovare facendo ricerche in rete. 

Qualcosa di più aggiunge lei stessa nella sua opera principale Il linguaggio dei fiori-i rimedi floreali italiani Flos Animi: “quando ero bambina ero timida e riconoscevo solo in parte le mie capacità: d’altronde ero l’ultima di quattro figli e tutti in famiglia mi sembravano più intelligenti e colti, più esperti, spiritosi e arguti […] Sono cresciuta senza avere specifici progetti di vita, ma al contempo senza riconoscermi negli obiettivi di chi mi era vicino; avevo però la certezza che la mia vita non scorresse come avrei voluto, pur non trovando nulla in cui credere veramente. Non sono perciò stata una ragazza sempre felice. […] Ho sperimentato stati d’animo molto negativi. […] In seguito, ho preso coscienza delle mie responsabilità e del mio egoismo, dal momento che si soffre perché non si sa amare. Quando mi hanno parlato del potere curativo dei fiori avevo già intrapreso un percorso personale di crescita interiore e sapevo che si può anche essere felici. […] Ho abbracciato la Floriterapia perché mi sono resa conto che il fiore, con la sua energia, può lavorare sull’essere umano per vie segrete, che può essere un catalizzatore per aiutarlo ad autoguarirsi, a comprendere gli scopi primari e fondamentali della vita” 

La bambina timida e non sempre felice, che ha poi trovato il coraggio di lavorare su sé stessa e di seguire la sua vocazione che inizialmente non vedeva, si è trasformata in una ricercatrice e professionista che, grazie ad una serie di strumenti, supporta le altre persone nel percorso che lei stessa ha intrapreso.  

Avvicinatasi alla Floriterapia, percorre le tracce di Bach e scopre quelli che oggi sono conosciuti come Rimedi Italiani che si suddividono in: 

  • Flos Animi (Fiori Italiani), 18 rimedi che, come abbiamo visto, agiscono con lo stesso principio dei Fiori di Bach e in generale di tutti i rimedi floreali, con le specificità dovute alle loro caratteristiche e a quelle del luogo in cui si trovano. Li approfondiremo nel prossimo articolo 
  • Fons Animi (Fonti Italiane), un sistema di acque per i chakra che sono in grado di risvegliare le forze insite in ognuno dei chakra, sbloccandoli e risvegliando l’energia.  
  • Vis Animi sono miscele di fiori e acque, già pronte e mirate a specifiche problematiche di determinate categorie: bimbi, donna, notte, ottimismo, animali, piante, sessualità, sport, studio e lavoro, terza età, uomo, viaggio 

Oltre a Il linguaggio dei fiori scrive anche Le acque per i chakra-i rimedi di fonti italiane Fons Animi dedicato all’altra sua scoperta che distingue i Rimedi Italiani dai rimedi di altri Paesi: si tratta di un sistema di acque di fonti con un potere vibrazionale che si “adatta” ad ognuno dei chakra, donando ad essi un impulso vitale che viene trasferito al fisico, alle emozioni e ai pensieri. Ecco, quindi, che queste acque risvegliano le forze nascoste dei chakra e della persona, aiutandola a mantenere e/o ritrovare il proprio equilibrio 

I Rimedi sono ovviamente 7, uno per ogni chakra, qui di seguito i principali benefici: 

CK1 – Rimedio della Stabilità: aiuta a sentirsi sicuri nel mondo, a localizzarsi, a orientarsi, ad essere a proprio agio sulla terra per assorbirne la forza e svolgere con soddisfazione le proprie mansioni 

CK2 – Rimedio dell’Emozione: aiuta a superare le problematiche affettive e a portarvi ordine, eliminando sentimenti ed emozioni insane per costruire relazioni più stabili ed equilibrate 

CK3 – Rimedio della Pace: aiuta a superare i contrasti e a riportare concordia in se stessi e nei rapporti interpersonali, consapevoli che i sentimenti che spesso attribuiamo ad altri non sono che proiezioni di ciò che ci fa stare male 

CK4 – Rimedio della Fiducia: attiva l’amore per sé stessi e aiuta ad aprire il cuore agli altri, è di aiuto anche per ritrovare il rispetto per sé e per gli esseri con cui ci relazioniamo 

CK5 – Rimedio dell’Espressività: favorisce la comunicazione autentica e spontanea e a dar valore alla propria “voce”, promuovendo in parallelo l’ascolto e la capacità di accogliere le ragioni altrui.  

CK6 – Rimedio della Chiarezza: aiuta l’intuizione che può portare anche a rivedere convinzioni, credenze, valori e correggerli, se necessario. Aiuta anche ad allinearsi con le Forze Superiori, espandendo la propria coscienza 

CK7 – Rimedio della Rinascita: dona fiducia nella Vita, aiutando ad abbandonarsi alla sua chiamata, e a seguire i propri progetti, la propria missione, la propria vocazione. Amplifica le abilità ricettive e favorisce l’unione con le energie più profonde, connettendo al Divino 

C’è infine il rimedio C∞, ovvero il Rimedio Universale, composto da CK1, CK4 e CK7, da utilizzare quando situazioni indesiderate, ai vari livelli (fisico, emozionale, mentale, spirituale) e di qualsiasi tipo, creano chiusure energetiche. Dà la possibilità di trasformare le situazioni critiche in opportunità, liberando da disagi, pensieri negativi e traumi. 

 

Con la sua storia e le sue ricerche Giovanna Tolio ci dimostra una volta di più come i Rimedi Floreali abbiano un grande potere trasformativo e sono in grado di accompagnare ciascuno di noi in un percorso di benessere e consapevolezza. 

Nel prossimo articolo tratteremo più da vicino i benefici dei rimedi Flos Animi, se nel frattempo ti sei riconosciuto/a nella figura del bambino/o triste che ancora non sa qual è la sua strada, contattami per una consulenza. I Rimedi Floreali sono qui per aiutarti 

FLORITERAPIA SCOPRIAMO INSIEME I FIORI DI BACH

FLORITERAPIA: SCOPRIAMO INSIEME I FIORI DI BACH

Nell’ultimo articolo abbiamo conosciuto un po’ più da vicino l’uomo che ha dato origine alla Floriterapia così come la intendiamo oggi: il medico di origini gallesi Edward Bach

In questo articolo andremo invece a scoprire più da vicino il mondo dei Rimedi Floreali scoperti da Edward Bach, quanti e quali sono, come sono suddivisi e quali sono le loro proprietà

Pronti? Buona lettura!

 

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani

 

4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach

Come abbiamo sottolineato in uno degli articoli precedenti, i Fiori di Bach (così come gli altri rimedi della Floriterapia) sono rimedi vibrazionali, lavorano perciò a livello sottile sul nostro sistema nervoso che è fatto di connessioni elettriche, di scambi cellulari, di comunicazioni. Quando sviluppiamo un conflitto all’interno di noi stessi, il sistema “salta”. E’ qui che intervengono i rimedi floreali, ripristinando l’equilibrio attraverso lo sviluppo della qualità opposta a quella che ha generato il conflitto, riarmonizzando piano fisico e piano emozionale. Viene utilizzato il fiore perché secondo Bach proprio nei fiori è racchiuso tutto il potenziale della pianta stessa in quanto sono una sorta di ponte fra le radici, il fusto e le foglie che sono la parte più materiale e già manifesta, e il seme che riassume tutte le caratteristiche della pianta e ne permette la riproduzione. L’innovazione della floriterapia e del dottor. Bach è stata quella di superare l’uso delle piante in toto e scoprire le qualità sottili dei fiori

Quali sono dunque i rimedi scoperti da Bach e le loro qualità sottili? Bach scoprì 38 rimedi floreali e li suddivise in 3 Categorie in base a quanto sono radicati i disturbi cui offrono rimedio:

  • i Fiori Guaritori per disturbi di personalità e carattere. Sono 12 e Bach li ha abbinati ai tipi animici, quelli che si potrebbero definire gli archetipi, in sostanza come un individuo nasce. Vanno a a incidere sulle componenti caratteriali genotipiche della personalità. Sono Agrimony, Centaury, Cerato, Chicory, Clematis, Gentian, Impatiens, Mimulus, Rock Rose, Scleranthus, Vervain, Water Violet;
  • i Fiori Aiutanti per le compensazioni cristallizzatesi nel tempo. Sono 7 e vanno a incidere su situazioni transitorie in forme acute, su abitudini ripetitive e pratiche radicate nella routine quotidiana, che sono state sottovalutate nel tempo. Utili soprattutto in caso di stress fisico e intellettuale. Sono Gorse, Heather, Oak, Olive, Rock Water, Vine, Wild Oat;
  • i Fiori Assistenti per i disturbi più radicati e cronici. Sono 19 e sono relativi a stati emotivi che scaturiscono di traumi e aiutano a reagire alle circostanze della vita. Sono i complementi caratteriali dei guaritori e supportano nell’identificare e definire nel modo più puntuale possibile uno stato d’animo. Sono Aspen, Beech, Cherry Plum, Chestnut Bud, Crab Apple, Elm, Holly, Honeysuckle, Hornbeam, Larch, Mustard, Pine, Red Chestbut, Star of Bethlehem, Sweet Chestnut, Walnut, White Chestnut, Wild Rose, Willow.

Oltre a questa classificazione, i Fiori di Bach sono suddivisi in 7 gruppi principali, a seconda dello squilibrio e della corrispondente qualità che tendono a riequilibrare. Per ciascun fiore vi è un disequilibrio particolare, ma vi è altresì un pregio mal gestito dalla personalità: per Bach infatti non esistevano difetti, ma soltanto qualità mal utilizzate. Questi i 7 gruppi con a fianco una sintesi delle caratteristiche dei rispettivi fiori.

  • Fiori per la paura. Appartengono a questo gruppo:
    • Aspen: paure aspecifiche, senso di imminente disgrazia senza saper indicare una causa precisa, paure queste dovute ad una eccessiva apertura alle vibrazioni esterni; il talento è la sensitività calibrata e accolta;
    • Cherry Plum: paura di perdere il controllo per il sovraccarico di immagini e sensazioni derivanti dalla propria profondità; il talento collegato è la capacità di immergesi nel profondo con fiducia per attingere ricchezza e conoscenza di sé;
    • Mimulus: paure specifiche, di ambienti chiusi, insetti, incidenti definiti, paura del mondo e timidezza dovuta alla eccessiva sensibilità all’ambiente circostante nella sua concretezza; il talento collegato è quello di integrarsi nel mondo concreto;
    • Red Chestnut: paura eccessiva per gli altri e per la loro sorte; il talento collegato è la cura degli altri e di sé in eguale misura;
    • Rock Rose: paura paralizzante dovuta a shock recente, quando si è portati a stati di incoscienza, svenimenti; il talento collegato e il coraggio di affrontare la situazione di emergenza che si presenta

 

  • Fiori per coloro che soffrono l’incertezza. Appartengono a questo gruppo:
    • Cerato: incertezza del proprio giudizio e della propria intuizione, chiedono continuamente l’opinione altrui; il talento collegato è la fiducia nella propria visione e in se stessi;
    • Gentian: incertezza che provoca pessimismo e scoraggiamento, non hanno più speranza; il talento collegato è la fede che ogni cosa è per il meglio;
    • Gorse: incertezza e disperazione derivanti da grandi sforzi, quando ormai non tenta più e non crede più di poter migliorare se stesso e la propria situazione; il talento è l’accettazione della situazione con serenità;
    • Hornbeam: incertezza sulle proprie capacità mentali, a causa di sovraccarico e stanchezza; il talento è la capacità di rinfrescare la mente e lasciar andare i carichi troppo pesanti che si impongono a se stessi;
    • Scleranthus: incertezza tra due situazioni, si continua a passare dall’una all’altra; il talento è l’equilibrio che integra ogni aspetto scegliendo consapevolmente una sola cosa tra le molte;
    • Wild Oat: incertezza sul proprio compito e sulla propria meta più alta, su ciò che è davvero importante conseguire nella propria vita; il talento è la chiara visione della propria vocazione e dei propri bisogni.

 

  • Fiori per l’insufficiente interesse per il presente. Appartengono a questo gruppo:
    • Chestnut Bud: mancanza di interesse per il presente perché non si è in grado di trarre insegnamento dalle esperienze, e questo determina infantilismo e la ripetizione degli stessi errori; il talento collegato è il pieno apprendimento nel qui e ora da ciò che accade, immergendosi completamente nell’esperienza e in ciò che essa significa;
    • Clematis: mancanza di interesse nel presente determinato da una fuga nella propria immaginazione, con la testa fra le nuvole, e nella proiezione del futuro; il talento collegato riguarda la capacità di creare in questo momento una realtà appagante e piena;
    • Honeysuckle: la mancanza di interesse per il presente si esprime con il rimpianto del passato; il talento è la capacità di staccarsi da ciò che è stato;
    • Mustard: chi ha bisogno di questo fiore è immerso in una nuvola nera di depressione e oppressione che non sa spiegarsi, che arriva improvvisamente e tanto improvvisamente se ne va; il talento è la capacità di mantenere la serenità anche nei momenti bui e nella tempesta delle emozioni negative inspiegabili;
    • Olive: mancanza di interesse per il presente perché completamente esausti su tutti i livelli: mentale e fisico; il talento è la capacità di connettersi con una fonte di energia superiore e agire ancora e ancora senza fuggire dalle proprie responsabilità;
    • White Chestnut: mancanza di interesse per il presente dovuta a rimuginazione mentale che porta ovunque fuorché dove si è realmente in quel momento; il talento collegato è il controllo della mente e la capacità di indirizzare i propri intenti mentali;
    • Wild Rose: mancanza di interesse per il presente a causa di una totale mancanza di motivazione alla vita e all’azione che porta a una accettazione passiva di ciò che accade; il talento collegato è la spinta interiore che fa agire per creare la propria vita

 

  • Fiori per la solitudine. Appartengono a questo gruppo:
  • Heather: solitudine dovuta ad un eccessivo egocentrismo che tutto e tutti vuole concentrati soltanto su di sé; il talento è l’empatia verso gli altri;
  • Impatiens: per chi ha bisogno di questo fiore la solitudine deriva da una insofferenza nei confronti di chi sta intorno; il talento è legato al saper accettare i ritmi e i modi degli altri;
  • Water Violet: la solitudine qui è determinata da un senso di incomprensione che porta a ritirarsi dal mondo e a stare per conto proprio, a volte con un intimo senso di superiorità; il talento è il contatto e l’umiltà del sapersi appartenenti tutti alla stessa umanità

 

  • Fiori per l’ipersensibilità alle influenze e alle idee. Appartengono a questo gruppo:
  • Agrimony: ipersensibilità a ciò che è poco equilibrato e disarmonico, sia dentro di sé che nelle situazioni esterne, nascondendo i tormenti agli altri e spesso anche a se stessi; il talento collegato è l’armonia con quanto accade, trovando per ogni situazione il peso e la collocazione giusta nella propria vita;
  • Centaury: ipersensibilità agli altri, porta al servilismo e all’accettazione acritica di ogni cosa pur di non restare soli; il talento è il servizio intelligente nei confronti di chi sta intorno, diventando aiutanti ma non servi;
  • Holly: ipersensibilità alla negatività del mondo esterno che porta a una totale chiusura del cuore, ripiegandosi su sé stessi in uno sterile egoismo; il talento è l’amore superiore e incondizionato nei confronti di ogni cosa, e la discesa nella profondità del proprio cuore, aprendolo alle emozioni così come sono;
  • Walnut: ipersensibilità per temporanea esitazione sulle decisioni da prendere, nei momenti di grande cambiamento; il talento è la protezione da influenze esterne e la fermezza sui propri obiettivi.

 

  • Fiori per lo scoraggiamento o la disperazione. Appartengono a questo gruppo:
  • Crab Apple: scoraggiamento e disperazione perché si giudica la propria vita disordinata e sporca, genera vergogna per sé stessi e per gli aspetti più naturali dell’essere umano; il talento è l’amore verso sé stessi e la purificazione da questo stato di vergogna e accanimento nel desiderare che tutto sia perfetto e puro;
  • Elm: scoraggiamento per eccessivo senso di responsabilità, perché si coltivano grandi ideali e si fatica a perseguire i propri obiettivi; il talento è lo sviluppo di un sano senso dei propri limiti e la certezza che il proprio apporto, grande o piccolo che sia, è importante per il tutto e la comunità;
  • Larch: senso di inferiorità e scoraggiamento nel migliorare se stessi, mettendosi continuamente in confronto sminuente con chi sta intorno; il talento è la giusta valutazione di sé senza indulgere in vittimismi e senza portare come metro di paragone l’esterno;
  • Oak: come per Elm anche Oak è scoraggiato per l’eccessivo senso di responsabilità e del dovere, in questo caso verso sé stessi (per Elm il senso di responsabilità riguardava gli altri più che se stessi), ne deriva uno stato di spossatezza cronica; il talento è la responsabilità della gestione delel proprie forze, senza esaurirsi;
  • Pine: è il fiore per chi coltiva il senso di colpa per qualsiasi cosa accada, questo porta a punirsi perché non si è come si vorrebbe; il talento collegato è la giusta valutazione delle proprie responsabilità, senza accollarsi colpe che non ci spettano;
  • Star of Bethlehem: è il fiore per chi ha subito traumi e non li ha ancora risolti, che siano di un lontano passato o recenti, per chi per questo si sente senza speranza e scoraggiato; il talento è la libertà da quanto genera grande pena;
  • Sweet Chestnut: disperato perché sente di non farcela più, di aver toccato il fondo delle proprie risorse, sovrastato dall’angoscia, ciò accade in coloro i quali stanno affrontando un cambiamento e non riescono a trovare ulteriori risorse per proseguire; il talento è la rinascita e il compiersi totalmente del cambiamento tanto a lungo inseguito e coltivato;
  • Willow: scoraggiato perché vede negli altri il lato oscuro che non riesce a integrare in se stesso, e pertanto si sente vittima ingiusta del mondo; il talento collegato è la responsabilità di se stessi e l’accettazione delle esperienze della vita e dei propri limiti, accogliendoli amorevolmente e integrandoli.

 

  • Fiori per la preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri. Appartengono a questo gruppo:
  • Beech: eccesso di critica verso gli altri, intolleranza, bisogno di vedere più “perfezione” nel mondo circostante; il talento è la tolleranza degli aspetti umani di ciascuno;
  • Chicory: eccessiva possessività ed eccesso di cura degli altri, incapacità di stare soli e desiderio, con le proprie cure, di conquistare le persone che si amano; il talento è il giusto amore che non diventa oppressione;
  • Rock Water: eccesso di giudizio verso se stessi e rigidità verso se stessi e il proprio ideale di vita; il talento è la flessibilità che permette di non reprimere quelle parti di sé che non sono, ai propri occhi, perfette;
  • Vervain: eccesso di entusiasmo, nelle proprie idee e nelle proprie esperienze, che porta a cercare di convincere gli altri della giustezza di ciò in cui si crede, pensando di fare loro del bene; il talento è il giusto entusiasmo che non diventa spinta al proselitismo e prevaricazione;
  • Vine: eccesso di potere personale, che può sfociare in arroganza; il talento è il potere equilibrato che lascia spazio anche al modo di agire di pensare e di vivere di chi sta intorno, senza tentare di aggiustare tutto.

È necessario, infine, menzionare il Rescue Remedy formulato come …rimedio da pronto soccorso! Costituito da una miscela di cinque fiori (Clematis, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of Bethelhem), è concepito per far fronte a situazioni di forte tensione e negli stati di shock, intesi come esperienze che rischiano di destabilizzare l’individuo sia nel corpo che nella mente.

 

E con questa panoramica concludiamo il nostro viaggio alla scoperta dei Fiori di Bach. Che, come detto in un precedente articolo, non sono gli unici Rimedi Floreali esistenti. Curioso/a di saperne di più anche su Fiori Italiani e Australiani? Stay tuned, i prossimi articoli, saranno dedicati proprio a questo. Se nel frattempo lo desideri, contattami per una consulenza personalizzata!

RIMEDI FLOREALI I FIORI DI BACH

RIMEDI FLOREALI: I FIORI DI BACH

La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato.

 

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta della Floriterapia partendo ancora una volta da quello che possiamo considerare il suo fondatore: Edward Bach. Le sue parole suonano più che mai attuali in un periodo in cui, per cause economiche e a volte culturali, il diritto alla salute viene messo in discussione. Bach ci ricorda che prenderci cura di noi stessi, della nostra salute, non è solo un dovere, ma anche un diritto. Oggi la medicina, ufficiale o alternativa, mette in campo strumenti e risorse che ci sostengono nell’esercitare questo nostro diritto. Ma tutto parte da noi, dal nostro volerci bene e voler stare bene. Non solo fisicamente, ma anche mentalmente ed emozionalmente.

 

Uno di questi strumenti è, appunto, la Floriterapia, di cui ho iniziato a parlarvi nel mese di giugno. Come avete potuto vedere nell’ultimo articolo, la Floriterapia è diffusa in tutto il mondo e pressoché ogni Paese ha i suoi Fiori. Queste mese vi voglio parlare dei rimedi che hanno dato origine a tutto, i Fiori di Bach

 

Pronti? Buona lettura!

 

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani

 

4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach

Come ricorderete, il principio cardine della Floriterapia si basa sul fatto che squilibri emozionali come ansia, insicurezza, paura, ipersensibilità, rabbia, ecc. possono portare scompensi fisici o psichici e quindi malattie. Il Floriterapeuta, tuttavia, non guarda tanto al sintomo, quanto alla persona in toto: infatti parte sempre da un colloquio approfondito col cliente per indagare a fondo su quali siano i particolari squilibri in atto, carpendone anche le sfumature per individuare il/i rimedio/i più adatto/i. Ogni fiore, infatti, corrisponde ad uno squilibrio su cui è in grado di agire per riarmonizzarlo, in maniera dolce, graduale, ma profonda e l’abilità del Floriterapeuta sta proprio nell’individuare questa corrispondenza per accompagnare il cliente verso il riequilibrio, e quindi la guarigione.

Ecco la grande intuizione di Edward Bach: la malattia o il disagio non sono sintomi isolati, ma una richiesta del nostro corpo che in qualche modo ha dei disequilibri che chiedono di essere riequilibrati.

Ma chi è Edward Bach? Nato il 24 settembre 1886 a Moseley, villaggio nei pressi di Birmingham, nel 1913 si laurea in medicina e resta a Londra fino al fino al 1930: la sua particolarità, per l’epoca, è quella di preferire ai libri un giro per le corsie dell’ospedale in cui esercita per osservare i pazienti, in quanto ha già intuito che “nel trattamento di una qualsiasi patologia, la personalità dell’individuo gioca un ruolo più importante del corpo “. La sua stessa salute, però, non è buona e nel giugno del 1917 ha una profonda emorragia, viene ricoverato d’urgenza e i genitori acconsentono perché venga operato, senza che egli abbia ancora ripreso conoscenza. Le sue condizioni rimangono critiche, secondo i medici che lo hanno operato, c’è il pericolo che il male che lo affligge benché rimosso localmente, si trasformi in metastasi. Addirittura, la prognosi è di tre mesi. Tuttavia, a questo punto, scatta qualcosa in Bach: pur debole e provato, decide di assumere la completa responsabilità del laboratorio dell’ospedale in cui lavora. Questo lo porta a riflettere sul motivo della sua decisione e successiva guarigione, a dispetto di una diagnosi così infausta. La sua conclusione? “Un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa sono fattori decisivi per la felicità dell’uomo sulla terra, e quindi per la sua salute”. Dal 1919 al 1922 è batteriologo presso l’ospedale omeopatico di Londra, dove, attraverso la sua opera Organon, conosce Hahnemann, fondatore dell’omeopatia e si rende conto di avere un punto in comune con lui, anche se le loro ricerche partono da strade diverse: per entrambi il punto cardine è curare il malato e non la malattia. La sua fama di ricercatore cresce, tanto che dopo il 1930 decide di rinunciare ai suoi incarichi di medico, per dedicarsi a tempo pieno alla sintesi dei vaccini che lui stesso ha creato, nei suoi laboratori ed al lavoro nel suo studio.

Tra il 1928 ed il 1930, Bach scopre i primi tre rimedi floreali: Impatiens, Mimulus e Clematis. Intuisce così di essere sul punto di scoprire una medicina totalmente nuova e, nonostante le pressioni di colleghi, amici e parenti, decide di rivoluzionare la sua vita: abbandona Londra e un lavoro che gli rende un bel po’ di sterline l’anno e gli ha regalato la fama, per trasferirsi in campagna e continuare le sue ricerche sulle piante, curando i suoi pazienti attraverso i rimedi di volta in volta da lui scoperti. Dal 1930, anno di questa svolta, al 1936, anno della morte Bach non richiede più nessun pagamento per i suoi consigli e le sue prestazioni e vive grazie alle donazioni dei suoi pazienti. Le sue ricerche lo porteranno alla scoperta dei 38 rimedi e alla stesura di diverse pubblicazioni, fra cui “Guarisci te stesso” e “Libera te stesso”. Nel 1935 si stabilisce nel villaggio di Sotwell, in una piccola casa chiamata Mount Vernon, che diventerà il suo quartiere generale e che oggi è sede del Bach Centre.

Nell’estate del 1936 inizia a scrivere quella che diventerà poi la versione definitiva del suo testo “I dodici guaritori e altri rimedi “, e lavora inoltre una conferenza intitolata “Le erbe guaritrici “, che espone il giorno del suo cinquantesimo compleanno, il 24 settembre 1936. Verso la fine d’ottobre si rende conto che le forze cominciano ad abbandonarlo e perciò istruisce i suoi tre collaboratori in modo che possano proseguire il suo lavoro esattamente così come lui lo ha scoperto. Muore la sera del 27 novembre 1936 nel sonno

Questa la vita dello scopritore dei primi Rimedi Floreali. Ma quali sono e per cosa sono utili i rimedi da lui scoperti? Ne parlerò nel prossimo articolo, nel frattempo potete contattarmi per qualsiasi informazione o una call gratuita, per conoscere meglio questo prezioso strumento

TANTI RIMEDI UN SOLO OBIETTIVO

TANTI RIMEDI, UN SOLO OBIETTIVO

Eccoci arrivati alla seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta della Floriterapia. L’estate è appena cominciata e speriamo ci regali qualche giornata di sole in più rispetto alla primavera appena trascorsa, in modo da approfittarne per tante passeggiate in mezzo alla natura che sono sempre un toccasana!

State già macinando chilometri a piedi o in bicicletta in riva al mare, tra le colline o sui sentieri di montagna? Allora provate a guardare con occhi diversi e curiosi i fiori che vi circondano. Saranno utilizzati in Floriterapia? Quali proprietà avranno?

Non ho la pretesa di esaurire tutto l’argomento in qualche articolo né di farvi un elenco di tutti i fiori con relative proprietà. Anche perché sennò mollereste la lettura dopo poche righe! In questo articolo vi farò una semplice panoramica sulle diverse famiglie di fiori, scoperte grazie all’impulso del lavoro di Bach. Pronti a scoprire il mondo (è proprio il caso di dirlo) dei rimedi floreali?

Buona lettura!

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani

 

 3. Bach & Friends

Come abbiamo già accennato in diversi altri punti, la scoperta dei rimedi floreali da parte di Edward Bach ha dato impulso ad una serie di studi, ricerche e scoperte che hanno portato, ad oggi, a studiare e classificare una cinquantina circa di tipologie di rimedi floreali, ognuno con le caratteristiche specifiche del luogo in cui sono stati scoperti. Come possiamo facilmente intuire, infatti, le diverse essenze agiscono su livelli diversi della personalità, in relazione al tipo di territorio in cui nascono, al continente in cui si sono sviluppati e al tipo di cultura degli uomini che lo popolano. Insomma Paese che vai, essenze che trovi, anche se bisogna ricordare che tutte agiscono secondo il medesimo principio intuito da Bach e di cui abbiamo parlato diffusamente nella prima parte di questo articolo.

Possiamo dire che oggi, nel nostro Paese, le essenze maggiormente utilizzate, oltre ai rimedi di Bach, e che si possono trovare facilmente in commercio sono essenzialmente due:

-i fiori italiani: scoperti da Giovanna Tolio e ovviamente tipici del nostro Paese, sono solamente 18: alloro, aquilegia, betulla, biancospino, cappero, ciliegio, gelsomino, limone, mandorlo, pesco, pinguicola, pioppo nero, potentilla, primula, rododendro, rosmarino, sambuco, veronica, più il Rimedio Floreo

-i fiori australiani, che sono composti da due linee: Bush (la più conosciuta) e Living Essences. La prima, scoperta da Ian White, attualmente è composta da 70 essenze più 17 essenze già combinate, la seconda è composta da 88 essenze individuate dai coniugi Vasudeva e Kadambii Barnao. Anche in questo caso esistono altresì diverse combinazioni di essenze che vengono utilizzate anche in ben 18 ospedali australiani e integrano floriterapia e agopuntura.

A queste due famiglie saranno dedicati articoli approfonditi nei prossimi mesi, qui di seguito un breve cenno ad altre famiglie di rimedi floreali, forse un pò meno conosciute, almeno in Italia:

  • californiani. Ben 103 rimedi messi a punto a partire dal 1979, da un gruppo di ricercatori guidati da Richard Katz e Patricia Kaminsky il cui scopo era quello di scovare dei rimedi che potessero aiutare le persone ad affrontare la crescente complessità della vita moderna e a migliorare la propria capacità di adattamento
  • alaskani. 72 essenze scoperte grazie al lavoro di un ex pompiere appassionato di Floriterapia, Steven Johnson, che nel 1984 crea l’Alaskan Flower Essence Project, per coordinare la ricerca e la preparazione di nuove essenze floreali su tutto il territorio dell’Alaska. Vengono considerati i più spirituali fra tutti i fiori oggi conosciuti e tra i più potenti anche per risolvere problematiche di natura fisica, dissolvendo blocchi emotivi, disarmonie e schemi mentali
  • A circa un centinaio di chilometri dalla cittadina di Grenoble, si trova il massiccio del Vercors, famoso per la biodiversità della sua flora. E’ qui che Philippe Deroide e Dominique Guillet, nel 1986, iniziano le loro ricerche e creano i rimedi floreali francesi DEVA. Affidandosi alla tradizione erboristica medievale e rinascimentale, i due ricercatori hanno creato 96 essenze declinate in 9 temi emozionali diversi: presenza, coraggio, autonomia, fiducia, benessere degli altri, comunicazione, creatività, protezione emozionale, intimità, più quindici essenze combinate. Sono rimedi indicati in particolare per problematiche connesse alla sfera sessuale ed alla gravidanza e per dubbi che accompagnano scelte morali.
  • Bram e sua moglie Miep Zaalberg sono i fondatori di Flower Essences of the Netherlands. Bram ha iniziato il suo lavoro con le essenze floreali nel 1979 e sette anni dopo lui e sua moglie hanno preparato insieme la loro prima essenza floreale. I rimedi sono suddivisi in due set: quello standard da 35 è composto da 31 essenze floreali singole e 4 combinazioni, mentre lo Special Set da 13 è composto da 4 essenze vegetali/fiori singoli, 8 combinazioni e 1 essenza detta “cosmica”. La particolarità di questa famiglia di essenze sta nel fatto che alcune di esse vengono preparate piegando i fiori in una ciotola piena d’acqua senza raccoglierli, in modo da preservarli, mentre altre sono preparate con funghi selvatici anziché fiori. Oltre a lavorare sulle criticità “classiche” dei rimedi floreali, queste essenze sono particolarmente adatte per i momenti di passaggio, perché favoriscono la creazione del nuovo
  • Nel 1990 Michael Tanmaia, è un naturalista e ricercatore australiano partito con l’idea di abbandonare l’Australia e trasferirsi in India. L’incontro con i fiori delle valli himalayane cambia la sua vita e si dedica alla ricerca e all’approfondimento di questi rimedi floreali. Oggi queste essenze sono conosciute come Fiori Himalayani Enhancers e hanno la particolarità di essere etichettati non con il loro nome botanico, come gli altri fiori, ma con un nome che richiama le loro proprietà. Si tratta di 45 essenze, più 24 fiori definiti “astrologici” più 7 Nuove Essenze Gulaga che influiscono direttamente nei vari livelli d’energia controllati dai Chakra. Di fatto questi fiori, più che su un disagio o uno schema mentale, agiscono sui centri energetici del corpo, rimuovendo eventuali blocchi e intensificando gli aspetti positivi che ognuno di noi possiede
  • Cugini dei Fiori Himalayani Enhancers, i Fiori Indiani o Fiori Himalayani Aum (OM), sono anch’essi raccolti alle pendici dell’Himalaya. Scoperti da una coppia di ricercatori indiani, Rupa e Atul Shah, vengono preparati in maniera leggermente diversa rispetto al metodo tradizionale: il fiore viene messo intero in un’ampolla di vetro in cui si versa l’acqua del fiume sacro, il Gange e, oltre al brandy, viene utilizzato come conservante anche una preparazione non alcolica a base di miele. Il loro campo d’azione specifico riguarda la scarsa sensibilità, la durezza verso il prossimo, la sessualità e le problematiche di tipo religioso.
  • africani e delle Isole Canarie. Non sono molto conosciuti e sono ancora in fase di studio, ma pare che siano fra i più potenti in circolazione. Sono stati scoperti da Andreas Korte, un botanico tedesco che ha studiato un modo per raccogliere l’essenza di ogni pianta senza doverla tagliare, poiché intendeva evitare la sofferenza a tutti i livelli e impedire che la morte della pianta fosse incorporata nelle informazioni dell’essenza. Ha quindi creato un metodo di raccolta attraverso un geode: le particelle di luce (quark) dei fiori vengono condotte direttamente nell’acqua attraverso il cristallo della geode. Si tratta di una ventina di essenze diverse che trasmettono forza, assimilazione e adattamento, aiutando le persone a restare salde nei cambiamenti e trasformazioni della vita.

Ecco, termina per questa volta il nostro giro del mondo attraverso i rimedi floriterapici, e questi sono solo alcuni dei tanti strumenti preziosi che la natura ci offre.

Vi aspetto nei prossimi articoli per conoscere più da vicino i fiori di Bach, Italiani e Australiani. Se nel frattempo desiderate saperne di più o pensate che siano lo strumento che fa per voi, contattatemi per una call gratuita, sarò felice di supportarvi.

FLORITERAPIA I BENEFICI DEI RIMEDI FLOREALI

FLORITERAPIA: I BENEFICI DEI RIMEDI FLOREALI

Nella vera guarigione non c’è nessun pensiero di malattia; è lo stato mentale, la difficoltà mentale sola da essere considerata: è dove stiamo sbagliando nel piano divino che conta. Questa disarmonia con il nostro sé spirituale può produrre centinaia di diversi difetti nei nostri corpi, perché i nostri corpi sono dopotutto semplicemente il prodotto della condizione della nostra mente. Ma che importa ciò? Se mettiamo a posto la nostra mente, il corpo sarà presto guarito

 Queste le parole di Edward Bach, uno dei pionieri, anzi, il pioniere della Floriterapia così come la conosciamo noi oggi, scopritore dei 38 rimedi floreali che oggi portano il suo nome.

Ma cos’è la Floriterapia? Funziona davvero o è solo acqua fresca come sostengono i detrattori e gli scettici? Troverete ricerche in cui vengono riscontrati i benefici di questa terapia e ricerche in cui si evidenzia il sostanziale effetto placebo dei rimedi floriterapici.

Io li ho provati, su di me hanno funzionato e li propongo con soddisfazione ai miei clienti. Per il resto in questo articolo cerco di fare un pò di chiarezza e di incuriosirvi, dopo di che sta ad ognuno di voi decidere… Buona lettura!

 

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach

 

 1. Cos’è la Floriterapia e come funziona

Se cercate il termine “Floriterapia” in un dizionario, io ho scelto la Treccani, scoprirete che è composto dal latino flos -oris (‘fiore’) e dal sostantivo femminile terapia, che è attestato già dal 1992 e che può essere definito come cura che mira a intervenire sulle patologie organiche riequilibrando gli stati emotivi attraverso la somministrazione di essenze di fiori selvatici, secondo il sistema terapeutico propugnato dal medico gallese Edward Bach (1886 – 1936)

Il termine “cura” è in questo caso appropriato visto che dal già dal 1976 la Floriterapia è censita fra le CAM (Complementary and Alternative Medicines), riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità quali attività che perseguono finalità salutistiche terapeutiche attraverso metodi alternativi e complementari non invasivi e di supporto alla medicina ufficiale (Benchmarks for training in Naturopathy 2010). Con buona pace di chi è convinto che le medicine alternative siano solo fuffa.

Tuttavia, il titolo di floriterapeuta, in Italia e in altri Paesi Europei, non è riconosciuto ufficialmente dallo Stato, cosa che invece avviene in Inghilterra, Francia, Spagna e Germania. Eppur qualcosa si muove, anche nel nostro Paese: la Floriterapia è oggi insegnata anche in Istituzioni Universitarie italiane, oltre che all’Estero, in particolare, ovviamente, in Inghilterra dove a Mount Vernon sorge il Bach Center, punto di riferimento per chi studia questa disciplina. In Italia ci si può rivolgere altresì alla Società Italiana di Floriterapia e all’Unione di Floriterapia, ma anche a scuole di naturopatia riconosciute e accreditate che prevedano frequenza, esami e tesi finale, in linea con le direttive generali del Ministero della Pubblica Istruzione. Esiste anche un Registro italiano floriterapeuti a cui ci si può iscrivere previo esame.

Ma come funziona esattamente la Floriterapia e quali sono i benefici? Essa si basa sul fatto che squilibri emozionali come ansia, insicurezza, paura, ipersensibilità, rabbia, ecc. possono portare scompensi fisici o psichici e quindi malattie. Ogni fiore corrisponde ad uno squilibrio su cui è in grado di agire per riarmonizzarlo, in maniera dolce, graduale, ma profonda. La grande intuizione di Edward Bach, che per primo scoprì e studiò gli effetti della Floriterapia, fu di non partire dal sintomo, ma dalla persona: secondo il medico inglese, infatti, la malattia o il disagio non sono sintomi isolati, ma una richiesta del nostro corpo che in qualche modo ha dei disequilibri che chiedono di essere riequilibrati. Ecco perché in una consulenza è basilare un approfondito colloquio con il cliente: attraverso di esso è possibile indagare a fondo su quali siano i particolari squilibri in atto, carpendone anche le sfumature per individuare il/i rimedio/i più adatto/i

Come vedremo in un prossimo paragrafo, a Bach sono seguiti diversi altri esperti che hanno dato ulteriore impulso alla Floriterapia, scoprendo anche nuovi rimedi floreali provenienti letteralmente da tutto il mondo. Tuttavia, ciascuna famiglia di rimedi floreali, dall’Alaska all’Australia, funziona esattamente attraverso lo stesso principio enunciato da Bach: essendo rimedi vibrazionali, lavorano a livello sottile sul nostro sistema nervoso fatto di connessioni elettriche, di scambi cellulari, di comunicazioni. Quando sviluppiamo un conflitto all’interno di noi stessi, il sistema “salta”. E’ qui che intervengono i rimedi floreali, ripristinando l’equilibrio attraverso lo sviluppo della qualità opposta a quella che ha generato il conflitto, riarmonizzando piano fisico e piano emozionale.

Ma perché si usano proprio i fiori? E’ interessante innanzitutto sapere come vengono preparati rimedi floreali: i fiori sono raccolti, senza toccarli, in un vassoio di vetro che contiene l’acqua di una sorgente che nasce vicino al luogo della raccolta. Di solito viene utilizzato il metodo della macerazione, oppure quello della bollitura; una volta terminata la macerazione al sole o la bollitura, l’acqua d’infusione è separata dai fiori e si aggiunge la stessa quantità di brandy per garantire la conservabilità del prodotto. Normalmente, per riempire una bottiglia da 30 ml, si versano acqua e brandy e si aggiungono due o tre gocce della tintura madre di ogni fiore scelto. Oggi in commercio si trovano soltanto rimedi floreali già diluiti: le diluizioni vanno da 1:240 fino alla 5DH (=1:100.000). Vengono utilizzati i fiori e non altre parti della pianta perché secondo Bach proprio nei fiori è racchiuso tutto il potenziale della pianta stessa in quanto sono una sorta di ponte fra le radici, il fusto e le foglie che sono la parte più materiale e già manifesta, e il seme che riassume tutte le caratteristiche della pianta e ne permette la riproduzione. L’innovazione della floriterapia e del dottor. Bach è stata quella di superare l’uso delle piante in toto e scoprire le qualità sottili dei fiori.

Ma, vi chiederete, alla fine queste qualità sottili dei fiori in cosa mi possono essere utili?

 

2. I benefici della Floriterapia

 Abbiamo visto come la Floriterapia, grazie alla straordinaria intuizione di Bach, non è stata pensata per lavorare sulla malattia o il disagio in sé, ma sulla persona in toto, reazioni e stati d’animo compresi: la Floriterapia non ha dunque come scopo primario la guarigione dalla malattia, ma la guarigione della persona, attraverso lo sviluppo di quelle qualità che permettono di superare il disturbo.

Inizialmente Bach si concentrò sulle forme di disagio emotivo ad esempio fobie, insonnia, ansia, disturbi psicosomatici… Negli ultimi anni invece, con il progredire degli studi e nuove scoperte, si è giunti ad un utilizzo della Floriterapia anche per quanto riguarda gli squilibri fisici come ad esempio infiammazioni, allergie, stanchezza, eczemi, raffreddore..

Come abbiamo già accennato nel paragrafo precedente e come scopriremo nella seconda parte dell’articolo, oltre ai più noti Fiori di Bach esistono molte altre famiglie di Fiori utilizzati in Floriterapia che si distinguono essenzialmente per la provenienza geografica. Sarebbe davvero lungo elencare tutti i benefici della Floriterapia anche perché praticamente ogni fiore è adatto non solo per un particolare squilibrio, ma addirittura per una particolare sfumatura dello squilibrio stesso: ad esempio tra i rimedi di Bach che agiscono sulla paura troviamo ben 5 fiori e ciascuno di loro agisce su un tipo di paura diverso. Diciamo però che in generale i fiori lavorano su squilibri dovuti principalmente a:

  • trauma
  • paura
  • incertezza
  • insufficiente interesse per il presente
  • solitudine
  • ipersensibilità alle idee e giudizi altrui
  • disperazione
  • eccessiva preoccupazione per il benessere altrui a discapito del proprio
  • stress
  • timidezza
  • insicurezza
  • senso di colpa
  • frustrazione

e, a livello fisico:

  • rigidità muscolari
  • psoriasi e altre problematiche della pelle
  • stanchezza
  • gastriti nervose
  • coliti
  • disordini alimentari
  • tossine
  • raffreddori e problematiche respiratorie
  • infiammazioni

Normalmente la dose giornaliera consigliata per un soggetto adulto è di 4 gocce x 4 volte sotto la lingua o diluite in poca acqua, distribuite possibilmente in modo omogeneo nell’arco della giornata, per un periodo di tempo che varia da poche settimane a 2-3 mesi. In generale non hanno controindicazioni e non si rischia di andare in over dosaggio

Come già sottolineato è essenziale, prima di iniziare ad utilizzare questo rimedio, scoprire esattamente qual è il disequilibrio e di conseguenza il/i rimedio/i più adatto/i. Per far questo possono essere utilizzate diverse tecniche, anche come autovalutazione che vanno da questionari al test kinesiologico, al pendolino. Tuttavia è consigliabile rivolgersi sempre ad un esperto/a che per prima cosa procederà ad un colloquio conoscitivo: è sicuramente il metodo più efficace per trovare il fiore che fa per noi in quel determinato momento e per quella particolare situazione.

Io utilizzo la consulenza floriterapica come supporto nei miei percorsi di Counseling e nelle mie sedute di tecniche olistiche: è sicuramente una preziosa alleata. Se vuoi saperne di più contattami per una call gratuita e non perderti i prossimi articoli: l’estate sarà dedicata alla scoperta di alcune delle “famiglie” di fiori più diffuse!

REIKI LET LOVE BE YOUR ENERGY

REIKI, LET LOVE BE YOUR ENERGY

Ho visto le vostre facce perplesse al termine della lettura della prima parte di questo articolo dedicato al Reiki! Anch’io probabilmente quando ne ho sentito parlare per la prima volta avevo la stessa espressione.

In questa seconda parte cercherò di approfondire dove e come il Reiki va a lavorare sulle persone e di illustrarvi alcuni dei numerosi benefici. Senza dimenticare che con Reiki, una volta attivati, quindi in grado di trasmettere l’energia ci si può anche autotrattare,  inviarlo a distanza (credetemi funziona!) e perfino inviarlo a oggetti, alla natura e/o a situazioni particolari. A me personalmente è capitato di inviarlo a distanza ad amici che stavano vivendo una situazione critica o dolorosa e loro mi hanno detto di aver percepito una sensazione di sollievo e vicinanza.

Vi vedo sempre più perplessi, ma anche curiosi, quindi, seguitemi alla scoperta di questo prezioso strumento

 

INDICE

  1. Come nasce il Reiki
  2. Come si svolge una seduta di Reiki
  3. Corpo, Mente, Anima
  4. I benefici del Reiki

 

3  Corpo, Mente, Anima

Come abbiamo accennato al termine della prima parte dell’articolo, Reiki lavora su più livelli, questo perché il benessere non è solo una questione fisica, ma di equilibrio tra il nostro corpo, la nostra mente e la nostra anima.

Il primo livello su cui lavora l’energia del Reiki è il nostro Corpo. Come abbiamo visto l’energia passa in prima battuta attraverso il corpo, andando a toccare dei punti fisici dove potrebbero essersi accumulati dei blocchi da sciogliere. Il beneficio più immediato che è possibile ottenere con il trattamento è la riduzione del dolore, ma il beneficio più profondo è lo sblocco di quei “nodi” che impediscono un normale scorrimento dell’energia nell’organismo. In questo modo ci si sente più vitali e più lucidi, anche se più rilassati, grazie allo scioglimento delle tensioni fisiche. Ricordiamoci anche che attraverso Reiki è possibile riequilibrare i nostri chakra, permettendo alla nostra energia di tornare a fluire dove c’è maggior bisogno

Il secondo livello è quello della Mente: attraverso l’utilizzo di alcuni simboli che l’operatore ha ricevuto, il cliente può sperimentare consapevolezza di sé e una sensazione di pace interiore. Il riequilibrio dell’energia dona inoltre vitalità anche perché il Reiki agisce sul ciclo sonno-veglia.

Infine il Reiki agisce anche sulla sfera emotiva e su quella che possiamo definire l’Anima: l’energia del Reiki ci riconnette con la nostra parte più profonda e ci ri-allinea con la nostra vera essenza, supportandoci anche nel ricontattare il nostro progetto di vita.

Insomma, un benessere a 360°!

 

4  I benefici del Reiki

Abbiamo visto come Reiki lavori sul nostro intero essere, lasciando che l’energia fluisca e vada a sbloccare quelle situazioni, mentali, fisiche o emozionali che ci impediscono di godere appieno della nostra vita. E’ anche un’energia d’amore che può essere indirizzata agli animali, alla natura, a persone lontane e a tutte quelle situazioni che si sono in qualche modo “sclerotizzate” e hanno necessità di un supporto, di un beneficio concreto, o anche semplicemente di sentire una vicinanza di cuore.

Ma nel concreto quali possono essere i benefici di un trattamento Reiki? Eccone alcuni:

  • Rilassamento psicofisico
  • Rilassamento muscolare
  • Eliminazione di tossine dall’organismo
  • Stimolazione del sistema immunitario
  • Contrasto di senso di affaticamento fisico e mentale generale
  • Alleggerimento di dolori acuti e cronici
  • Riequilibrio del ciclo sonno-veglia
  • Riduzione di stress e ansia
  • Stabilizzazione dell’umore
  • Miglioramento dell’autostima
  • Maggior contatto con sé stessi
  • Riduzione degli effetti collaterali prodotti da farmaci e terapie mediche

 

Come scrivo sul mio sito, vi sono diversi articoli che si affrettano a precisare come il Reiki non sia una pratica medica riconosciuta e ad ora non sembrerebbero esserci studi validi che ne dimostrino l’efficacia. Tuttavia vi sono anche diverse ricerche che sostengono il contrario. Alcune le trovate sul sito Publimed, altre all’indirizzo https://ilreiki.it/, altre ancora sono disponibili in Rete e/o su appositi manuali.

Quindi? Io posso portarvi la mia esperienza come operatrice che ha visto i suoi clienti stare decisamente meglio dopo un ciclo di sedute di Reiki sia a livello fisico che a livello mentale ed emozionale. Ma soprattutto come innamorata di quest’arte (perché per me è arte) che è diventata uno stile di vita e soprattutto gioia nel contatto con le altre persone e consapevolezza di portare benessere, fosse anche solo una quarantina di minuti di relax.

Volete sperimentare anche voi i benefici del Reiki? Contattatemi per una seduta, scommetto che vi innamorerete anche voi!

REIKI ENERGIA DI RIEQUILIBRIO

REIKI, ENERGIA DI RIEQUILIBRIO

Dal 3 al 5 maggio, grazie ad Accademia Est School della mia Maestra Darshana Elena Scola, ho avuto la possibilità di vivere intense giornate all’insegna del Reiki, all’interno di un Master coloro che hanno già raggiunto il livello di Reiki Master.

Non è stato un corso di aggiornamento perché il Reiki non si aggiorna: è una pratica che, una volta appresa ti accompagna diventando un vero e proprio stile di vita e di approccio verso sé stessi e gli altri.

Il Reiki ha incrociato la mia strada nel 2019, quando ho iniziato a frequentare i corsi di Accademia Est School, ho atteso qualche anno prima di incamminarmi su questo percorso. A maggio 2023, il dono di compleanno del Reiki Master. Da quel momento amo sperimentare questa energia di riequilibrio su me stessa e di portarla ai miei clienti che si approcciano a questo strumento

 

INDICE

  1. Come nasce il Reiki
  2. Come si svolge una seduta di Reiki
  3. Corpo, Mente, Anima
  4. I benefici del Reiki

 

1  Come nasce il Reiki

Reiki è una parola giapponese che significa “energia vitale universale”.

All’inizio del secolo scorso Mikao Usui, esperto di arti marziali e praticante buddista, durante un ritiro spirituale prolungato nel tempio sul sacro monte Kurama, dopo 21 giorni di digiuno e meditazione, all’improvviso percepì il fluire di un’energia nelle sue mani, un’energia che non era la sua e che gli portò uno stato di pace totale. Sperimentò su se stesso e su famigliari e amici gli enormi benefici di questo flusso di energia, tanto che sentì il bisogno di diffonderla a più persone possibile.

Mise quindi a punto una tecnica che permettesse di ritrovare la salute e l’equilibrio corpo-mente, attraverso l’energia delle proprie mani: era nato il “metodo di guarigione spirituale di Mikao Usui” (Reiho) basato sulla possibilità di diventare canali che veicolano l’energia presente ovunque (detta per questo universale) per trasmetterla attraverso le mani a noi stessi o ad altre persone.

Il Reiki praticato da Usui è differente rispetto a quello praticato oggi, soprattutto in occidente, anche se continua ad essere conosciuto come “metodo Usui”: era infatti concepito come un cammino spirituale completo ed includeva quindi, oltre alla trasmissione di energia, tecniche di meditazione ed insegnamenti vari.

Dopo la sua morte, Hawayo Takata, una giapponese residente nelle Hawaii che era stata curata da Chujiro Hayashi, allievo di Usui, si “innamorò” del Reiki e volle diffonderlo, scontrandosi però con una mentalità molto differente da quella giapponese. Pensò qui di “occidentalizzare” la pratica eliminando tutto quanto non fosse strettamente legato alla tecnica, introducendo i trattamenti e gran parte delle posizioni utilizzate ancora oggi. Negli anni successivi altre modifiche furono introdotte in base ai progressi dell’esperienza pratica. Però cambia la forma, ma non la sostanza: Reiki è oggi una pratica che, grazie alla sua semplicità e all’assenza di contenuti filosofici e dogmatici, è oggi diffusa e praticata in tutto il mondo.

 

2  Come si svolge una seduta di Reiki

 Abbiamo visto nel paragrafo precedente come il Reiki sia nato come una vero e proprio cammino spirituale, tant’è che i primi discepoli di Usui lasciavano tutto per dedicarsi esclusivamente alla pratica del Reiki.

Oggi questo strumento è stato reso un pò meno spirituale e un pò più tecnico, anche per adattarlo alla mentalità e allo stile di vita occidentale. Gli operatori Reiki oggi non vivono esclusivamente di questo, ma, se hanno davvero compreso e fatto proprio questo strumento, sanno che non è solo questione di simboli e posizioni, ma di ascoltarsi e di ascoltare, lasciando fluire l’energia e lasciandosi guidare da essa dove c’è necessità.

So che questo può sembrare un pò astruso, ma è ciò che succede. Una seduta di Reiki ha però ovviamente una sua struttura che, come tutte le tecniche olistiche, inizia con un dialogo fra l’operatore e il cliente per comprendere quali sono le esigenze e le aspettative di quest’ultimo. Inoltre, prima di iniziare la seduta vera e propria, è importante che entrambi si prendano qualche minuto, l’operatore per centrarsi e chiamare a sé l’energia, il cliente per rilassarsi ed eventualmente esprimere, ad alta voce o mentalmente, l’intenzione o il bisogno per cui ha scelto di ricevere Reiki.

Un trattamento completo standard prevede quattro sedute in cui si va ad intervenire sulle seguenti zone:

  1. Testa/riequilibrio chakra/gambe/braccia
  2. Testa/organi/gambe/braccia con la persona supina
  3. Testa/organi/gambe/braccia con la persona prona
  4. Testa/riequilibrio chakra/gambe/braccia

Ovviamente se il cliente ha esigenze particolari si può procedere diversamente. Qualunque parte si decida di trattare, la seduta consiste in un tocco dolce con le mani, sulle varie parti del corpo, all’incirca 3-5 minuti a zona. Solitamente, se il cliente è supino si vanno a toccare occhi, tempie, nuca, petto (cuore e polmoni), regione epigastrica (fegato, stomaco, milza), regione periombelicale (intestino), la zona delle anche, gambe e piedi, se il paziente è prono si vanno a toccare spalle, scapole (cuore, polmoni), regioni sottoscapolari (fegato, milza), lombi (reni, surreni), regione sacrale, cavi poplitei, piante dei piedi.

La seduta termina con un momento di rilassamento e di ringraziamento all’energia del Reiki

Ovviamente, come già sottolineato, se ci sono esigenze particolari o zone specifiche che il cliente vuole che siano trattate, il colloquio iniziale serve proprio per costruire insieme all’operatore la sequenza del trattamento, in modo che sia il più puntuale ed efficace possibile.

Quanto detto finora rappresenta un ciclo di trattamenti che lavora per lo più sul corpo fisico. Ma è soltanto uno dei livelli su cui lavora il Reiki. Questo strumento infatti incide nel profondo di chi lo riceve, ricordiamoci che è nato come un cammino spirituale.

Curiosi di saperne di più? Vi aspetto con la seconda parte dell’articolo, se nel frattempo avete qualche curiosità o volete provare questo trattamento … bhé, che aspettate a contattarmi?