Ogni giorno mi formo, lavoro e progetto, da sola o in equipe, servizi che possano aiutare le persone a stare bene. Il mio è un lavoro di presa di cura dei miei clienti, siano essi singole persone oppure organizzazioni lavorative.
Ma attenzione! Anche se mi piacerebbe molto, non ho la bacchetta magica! Quello che posso fare è accogliervi mentre mi raccontate la vostra storia e accompagnarvi nella vostra trasformazione, individuando le criticità e facendo emergere le vostre risorse. Insomma, io vi posso guidare, ma la responsabilità dei passi da percorrere resta del cliente che ho di fronte.
Per farla breve non posso (e non voglio) darvi soluzioni preconfezionate, ma in questo spazio sul mio sito mi piace regalarvi alcuni spunti di riflessione e di strumenti da utilizzare per intravedere nuove prospettive quando la situazione è in stallo. Come potete vedere, mi occupo anche di organizzazioni lavorative ed è a loro che mi rivolgo con questo articolo. Se digitate su Google benessere organizzativo troverete decine di pagine dove, statistiche alla mano, si dimostra come la produttività e il successo di una realtà lavorativa siano direttamente proporzionali al grado di benessere fisico, mentale ed emozionale di chi ci lavora.
In questo articolo non voglio annoiarvi con ulteriori informazioni e dati (che sono comunque fondamentali), ma semplicemente lasciarvi qualche piccolo consiglio molto pratico per rendere la vostra organizzazione un luogo in cui lavorare in modo sereno e … produttivo. Con uno sguardo al femminile, visto che si avvicina la Giornata Internazionale della Donna. A proposito vi ricordate che questa giornata si celebra per ricordare un incidente sul lavoro, vero?
- Cominciamo … dall’inizio. Cari amici e amiche recruiter, siete proprio sicur* che porre in fase di colloquio domande astruse, imbarazzanti o addirittura illegali (tipo domandare ad una donna se ha figli o è una caregiver) vi aiuterà ad attrarre i talenti migliori? Certe domande, danno una pessima immagine dell’organizzazione, creano un clima di tensione e fanno scappare le persone che potrebbero dare una marcia in più alla vostra attività. Conducete il colloquio con domande che aiutino seriamente ad evidenziare il contributo che il candidato potrebbe dare e quali sono le eventuali criticità che andrebbero affrontate.
- A proposito di donne, cari manager e dirigenti, le battutine sulle donne e soprattutto sulle mamme che dedicano poco tempo all’ufficio (ma come esci alle 18.00 per andare dal bimbo? Fai solo mezza giornata oggi?), non fanno più ridere, se mai hanno fatto ridere. E per inciso non fanno ridere neanche se dirette ad un uomo. Ah, le battute sessiste in generale non fanno ridere, rassegnatevi ed evitatele!
- “Superamento del gender gap” è un bellissimo obiettivo, così come probabilmente è bellissimo il quadretto in sala riunioni contenente la certificazione della UNI/PdR 125:2022 Linea guida sul sistema di gestione per la parità di genere. Se però parità di genere per la vostra organizzazione significa che il Consiglio di Amministrazione è formato da due uomini e due donne che si rivelano essere la mamma e la fidanzata del Grande Capo (tratto da una storia vera), direi che non ci siamo. Attuate, magari con l’aiuto di una guida e soprattutto ascoltando la voce delle donne che lavorano all’interno della vostra realtà, delle vere e serie politiche di valorizzazione, non solo delle differenze di genere, ma di tutte le sfaccettature che popolano la vostra realtà. Il fatturato vi ringrazierà.
- Non so se ci avete fatto caso, ma negli annunci di lavoro spesso si chiede “flessibilità”. Sempre ai canditati però! Applicatela voi per primi nell’organizzazione, favorendo, dove possibile smartworking, orari flessibili, gestione di ferie/permessi autonoma, lavoro per obiettivi anziché “per orario”.
- Meditate, gente meditate! La Mindfulness è una risorsa preziosa per ridurre i rischi sul lavoro, migliorare la produttività, ridurre lo stress e promuovere il benessere complessivo delle risorse umane. Cosa aspetti a provarla? Chiedimi maggiori informazioni.
- SOS formazione! Purtroppo spesso nelle realtà lavorative la formazione (anche quella in merito alla sicurezza), viene considerata un noioso obbligo. Niente di più sbagliato. E’ necessario però stendere un piano delle effettive esigenze formative di collaboratori e collaboratrici e affidarsi ad esperti che sappiano anche coinvolgere i discenti. Per esempio con K.rea Consulting, io e le mie compagne d’avventura cerchiamo di portare nelle realtà lavorative seminari e corsi tailor made, su diversi argomenti che incidono concretamente sulla vita dell’organizzazione. Interessa? Visitate il sito https://krea-consulting.com/
- Nel 2023 in Italia si sono contati 1041 morti sul lavoro e 72.754 denunce per malattie professionali. Ogni volta che succede una tragedia si chiedono a gran voce leggi più restrittive, controlli più puntuali e sanzioni più incisive. Ma se gli stessi lavoratori non hanno consapevolezza dei rischi o tendono a sottovalutarli (quando non ad ignorarli colpevolmente) a cosa serve tutto questo? Un management attento al benessere e alla salute dei propri collaboratori deve ideare soluzioni per aumentare la sensibilità e la consapevolezza del rischio, magari con una formazione o delle azioni mirate a riconoscere quei fenomeni (quali distorsioni e bias cognitivi) che impediscono la reale valutazione di un rischio.
- Avete presente il DVR (Documento Valutazione dei Rischi)? Quel simpatico documento da cui si evince che nella vostra realtà il pericolo è sempre in agguato e mi raccomando se c’è un terremoto mantenete la calma? Scherzo ovviamente, chi è più esperto di me in materia di sicurezza, conosce l’importanza di un buon DVR (e la necessità di condividere e sensibilizzare al tema della sicurezza), ma sa anche che uno dei punti maggiormente trascurati è quello sulla salubrità dell’ambiente. L’effetto pandemia ha notevolmente migliorato le cose, ma perché non provare ad affidarsi ad un brav* esperto che vi consigli degli oli essenziali ad hoc da diffondere negli uffici?
- Probabilmente la vostra organizzazione è supportata da diversi consulenti in vari ambiti, dalla sicurezza, al bilancio, dalla privacy ai sistemi di gestione. Perché non inserire in squadra anche un* Counselor? Soprattutto dopo la pandemia, il mondo del lavoro sta evolvendo sempre più verso una direzione di attenzione al benessere fisico, mentale ed emotivo dei collaboratori. Il Counseling Organizzativo è uno strumento di supporto e consulenza che affianca le organizzazioni nell’individuare e affrontare le criticità e migliorare il benessere nel contesto lavorativo con l’obiettivo di facilitare lo sviluppo professionale sia a livello individuale che di organizzazione. Un* Counselor può essere un buon asso nella manica anche per la vostra organizzazione
- Le organizzazioni lavorative oggi tendono ad offrire, anche in un’ottica di employing branding, diversi benefit ai propri collaboratori, anche molto concreti, come buoni pasto, riduzioni sulle palestre, voucer per la benzina. E se provaste ad offrire anche qualche percorso olistico, come sedute di Reiki, Bars, Tecnica metamorfica, consulenze di aromaterapia ecc…? Scommettiamo che vi ringrazieranno?
Ecco questo è un piccolo decalogo del benessere che vi voglio regalare. Avrei potuto scrivere tanto altro. Sono consigli di buonsenso per creare un ambiente lavorativo sereno e armonico e non solo perché dobbiamo volerci tutti bene, ma perché questo tipo di ambiente agevola la produttività delle organizzazioni lavorative. In tutti i sensi.
Mi piacerebbe accompagnare anche la vostra organizzazione lavorativa e i vostri collaboratori in un percorso di consapevolezza e benessere, individuale e organizzativo. Contattami per maggiori informazioni.