FLORITERAPIA SCOPRIAMO INSIEME I FIORI DI BACH

FLORITERAPIA: SCOPRIAMO INSIEME I FIORI DI BACH

Nell’ultimo articolo abbiamo conosciuto un po’ più da vicino l’uomo che ha dato origine alla Floriterapia così come la intendiamo oggi: il medico di origini gallesi Edward Bach

In questo articolo andremo invece a scoprire più da vicino il mondo dei Rimedi Floreali scoperti da Edward Bach, quanti e quali sono, come sono suddivisi e quali sono le loro proprietà

Pronti? Buona lettura!

 

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani

 

4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach

Come abbiamo sottolineato in uno degli articoli precedenti, i Fiori di Bach (così come gli altri rimedi della Floriterapia) sono rimedi vibrazionali, lavorano perciò a livello sottile sul nostro sistema nervoso che è fatto di connessioni elettriche, di scambi cellulari, di comunicazioni. Quando sviluppiamo un conflitto all’interno di noi stessi, il sistema “salta”. E’ qui che intervengono i rimedi floreali, ripristinando l’equilibrio attraverso lo sviluppo della qualità opposta a quella che ha generato il conflitto, riarmonizzando piano fisico e piano emozionale. Viene utilizzato il fiore perché secondo Bach proprio nei fiori è racchiuso tutto il potenziale della pianta stessa in quanto sono una sorta di ponte fra le radici, il fusto e le foglie che sono la parte più materiale e già manifesta, e il seme che riassume tutte le caratteristiche della pianta e ne permette la riproduzione. L’innovazione della floriterapia e del dottor. Bach è stata quella di superare l’uso delle piante in toto e scoprire le qualità sottili dei fiori

Quali sono dunque i rimedi scoperti da Bach e le loro qualità sottili? Bach scoprì 38 rimedi floreali e li suddivise in 3 Categorie in base a quanto sono radicati i disturbi cui offrono rimedio:

  • i Fiori Guaritori per disturbi di personalità e carattere. Sono 12 e Bach li ha abbinati ai tipi animici, quelli che si potrebbero definire gli archetipi, in sostanza come un individuo nasce. Vanno a a incidere sulle componenti caratteriali genotipiche della personalità. Sono Agrimony, Centaury, Cerato, Chicory, Clematis, Gentian, Impatiens, Mimulus, Rock Rose, Scleranthus, Vervain, Water Violet;
  • i Fiori Aiutanti per le compensazioni cristallizzatesi nel tempo. Sono 7 e vanno a incidere su situazioni transitorie in forme acute, su abitudini ripetitive e pratiche radicate nella routine quotidiana, che sono state sottovalutate nel tempo. Utili soprattutto in caso di stress fisico e intellettuale. Sono Gorse, Heather, Oak, Olive, Rock Water, Vine, Wild Oat;
  • i Fiori Assistenti per i disturbi più radicati e cronici. Sono 19 e sono relativi a stati emotivi che scaturiscono di traumi e aiutano a reagire alle circostanze della vita. Sono i complementi caratteriali dei guaritori e supportano nell’identificare e definire nel modo più puntuale possibile uno stato d’animo. Sono Aspen, Beech, Cherry Plum, Chestnut Bud, Crab Apple, Elm, Holly, Honeysuckle, Hornbeam, Larch, Mustard, Pine, Red Chestbut, Star of Bethlehem, Sweet Chestnut, Walnut, White Chestnut, Wild Rose, Willow.

Oltre a questa classificazione, i Fiori di Bach sono suddivisi in 7 gruppi principali, a seconda dello squilibrio e della corrispondente qualità che tendono a riequilibrare. Per ciascun fiore vi è un disequilibrio particolare, ma vi è altresì un pregio mal gestito dalla personalità: per Bach infatti non esistevano difetti, ma soltanto qualità mal utilizzate. Questi i 7 gruppi con a fianco una sintesi delle caratteristiche dei rispettivi fiori.

  • Fiori per la paura. Appartengono a questo gruppo:
    • Aspen: paure aspecifiche, senso di imminente disgrazia senza saper indicare una causa precisa, paure queste dovute ad una eccessiva apertura alle vibrazioni esterni; il talento è la sensitività calibrata e accolta;
    • Cherry Plum: paura di perdere il controllo per il sovraccarico di immagini e sensazioni derivanti dalla propria profondità; il talento collegato è la capacità di immergesi nel profondo con fiducia per attingere ricchezza e conoscenza di sé;
    • Mimulus: paure specifiche, di ambienti chiusi, insetti, incidenti definiti, paura del mondo e timidezza dovuta alla eccessiva sensibilità all’ambiente circostante nella sua concretezza; il talento collegato è quello di integrarsi nel mondo concreto;
    • Red Chestnut: paura eccessiva per gli altri e per la loro sorte; il talento collegato è la cura degli altri e di sé in eguale misura;
    • Rock Rose: paura paralizzante dovuta a shock recente, quando si è portati a stati di incoscienza, svenimenti; il talento collegato e il coraggio di affrontare la situazione di emergenza che si presenta

 

  • Fiori per coloro che soffrono l’incertezza. Appartengono a questo gruppo:
    • Cerato: incertezza del proprio giudizio e della propria intuizione, chiedono continuamente l’opinione altrui; il talento collegato è la fiducia nella propria visione e in se stessi;
    • Gentian: incertezza che provoca pessimismo e scoraggiamento, non hanno più speranza; il talento collegato è la fede che ogni cosa è per il meglio;
    • Gorse: incertezza e disperazione derivanti da grandi sforzi, quando ormai non tenta più e non crede più di poter migliorare se stesso e la propria situazione; il talento è l’accettazione della situazione con serenità;
    • Hornbeam: incertezza sulle proprie capacità mentali, a causa di sovraccarico e stanchezza; il talento è la capacità di rinfrescare la mente e lasciar andare i carichi troppo pesanti che si impongono a se stessi;
    • Scleranthus: incertezza tra due situazioni, si continua a passare dall’una all’altra; il talento è l’equilibrio che integra ogni aspetto scegliendo consapevolmente una sola cosa tra le molte;
    • Wild Oat: incertezza sul proprio compito e sulla propria meta più alta, su ciò che è davvero importante conseguire nella propria vita; il talento è la chiara visione della propria vocazione e dei propri bisogni.

 

  • Fiori per l’insufficiente interesse per il presente. Appartengono a questo gruppo:
    • Chestnut Bud: mancanza di interesse per il presente perché non si è in grado di trarre insegnamento dalle esperienze, e questo determina infantilismo e la ripetizione degli stessi errori; il talento collegato è il pieno apprendimento nel qui e ora da ciò che accade, immergendosi completamente nell’esperienza e in ciò che essa significa;
    • Clematis: mancanza di interesse nel presente determinato da una fuga nella propria immaginazione, con la testa fra le nuvole, e nella proiezione del futuro; il talento collegato riguarda la capacità di creare in questo momento una realtà appagante e piena;
    • Honeysuckle: la mancanza di interesse per il presente si esprime con il rimpianto del passato; il talento è la capacità di staccarsi da ciò che è stato;
    • Mustard: chi ha bisogno di questo fiore è immerso in una nuvola nera di depressione e oppressione che non sa spiegarsi, che arriva improvvisamente e tanto improvvisamente se ne va; il talento è la capacità di mantenere la serenità anche nei momenti bui e nella tempesta delle emozioni negative inspiegabili;
    • Olive: mancanza di interesse per il presente perché completamente esausti su tutti i livelli: mentale e fisico; il talento è la capacità di connettersi con una fonte di energia superiore e agire ancora e ancora senza fuggire dalle proprie responsabilità;
    • White Chestnut: mancanza di interesse per il presente dovuta a rimuginazione mentale che porta ovunque fuorché dove si è realmente in quel momento; il talento collegato è il controllo della mente e la capacità di indirizzare i propri intenti mentali;
    • Wild Rose: mancanza di interesse per il presente a causa di una totale mancanza di motivazione alla vita e all’azione che porta a una accettazione passiva di ciò che accade; il talento collegato è la spinta interiore che fa agire per creare la propria vita

 

  • Fiori per la solitudine. Appartengono a questo gruppo:
  • Heather: solitudine dovuta ad un eccessivo egocentrismo che tutto e tutti vuole concentrati soltanto su di sé; il talento è l’empatia verso gli altri;
  • Impatiens: per chi ha bisogno di questo fiore la solitudine deriva da una insofferenza nei confronti di chi sta intorno; il talento è legato al saper accettare i ritmi e i modi degli altri;
  • Water Violet: la solitudine qui è determinata da un senso di incomprensione che porta a ritirarsi dal mondo e a stare per conto proprio, a volte con un intimo senso di superiorità; il talento è il contatto e l’umiltà del sapersi appartenenti tutti alla stessa umanità

 

  • Fiori per l’ipersensibilità alle influenze e alle idee. Appartengono a questo gruppo:
  • Agrimony: ipersensibilità a ciò che è poco equilibrato e disarmonico, sia dentro di sé che nelle situazioni esterne, nascondendo i tormenti agli altri e spesso anche a se stessi; il talento collegato è l’armonia con quanto accade, trovando per ogni situazione il peso e la collocazione giusta nella propria vita;
  • Centaury: ipersensibilità agli altri, porta al servilismo e all’accettazione acritica di ogni cosa pur di non restare soli; il talento è il servizio intelligente nei confronti di chi sta intorno, diventando aiutanti ma non servi;
  • Holly: ipersensibilità alla negatività del mondo esterno che porta a una totale chiusura del cuore, ripiegandosi su sé stessi in uno sterile egoismo; il talento è l’amore superiore e incondizionato nei confronti di ogni cosa, e la discesa nella profondità del proprio cuore, aprendolo alle emozioni così come sono;
  • Walnut: ipersensibilità per temporanea esitazione sulle decisioni da prendere, nei momenti di grande cambiamento; il talento è la protezione da influenze esterne e la fermezza sui propri obiettivi.

 

  • Fiori per lo scoraggiamento o la disperazione. Appartengono a questo gruppo:
  • Crab Apple: scoraggiamento e disperazione perché si giudica la propria vita disordinata e sporca, genera vergogna per sé stessi e per gli aspetti più naturali dell’essere umano; il talento è l’amore verso sé stessi e la purificazione da questo stato di vergogna e accanimento nel desiderare che tutto sia perfetto e puro;
  • Elm: scoraggiamento per eccessivo senso di responsabilità, perché si coltivano grandi ideali e si fatica a perseguire i propri obiettivi; il talento è lo sviluppo di un sano senso dei propri limiti e la certezza che il proprio apporto, grande o piccolo che sia, è importante per il tutto e la comunità;
  • Larch: senso di inferiorità e scoraggiamento nel migliorare se stessi, mettendosi continuamente in confronto sminuente con chi sta intorno; il talento è la giusta valutazione di sé senza indulgere in vittimismi e senza portare come metro di paragone l’esterno;
  • Oak: come per Elm anche Oak è scoraggiato per l’eccessivo senso di responsabilità e del dovere, in questo caso verso sé stessi (per Elm il senso di responsabilità riguardava gli altri più che se stessi), ne deriva uno stato di spossatezza cronica; il talento è la responsabilità della gestione delel proprie forze, senza esaurirsi;
  • Pine: è il fiore per chi coltiva il senso di colpa per qualsiasi cosa accada, questo porta a punirsi perché non si è come si vorrebbe; il talento collegato è la giusta valutazione delle proprie responsabilità, senza accollarsi colpe che non ci spettano;
  • Star of Bethlehem: è il fiore per chi ha subito traumi e non li ha ancora risolti, che siano di un lontano passato o recenti, per chi per questo si sente senza speranza e scoraggiato; il talento è la libertà da quanto genera grande pena;
  • Sweet Chestnut: disperato perché sente di non farcela più, di aver toccato il fondo delle proprie risorse, sovrastato dall’angoscia, ciò accade in coloro i quali stanno affrontando un cambiamento e non riescono a trovare ulteriori risorse per proseguire; il talento è la rinascita e il compiersi totalmente del cambiamento tanto a lungo inseguito e coltivato;
  • Willow: scoraggiato perché vede negli altri il lato oscuro che non riesce a integrare in se stesso, e pertanto si sente vittima ingiusta del mondo; il talento collegato è la responsabilità di se stessi e l’accettazione delle esperienze della vita e dei propri limiti, accogliendoli amorevolmente e integrandoli.

 

  • Fiori per la preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri. Appartengono a questo gruppo:
  • Beech: eccesso di critica verso gli altri, intolleranza, bisogno di vedere più “perfezione” nel mondo circostante; il talento è la tolleranza degli aspetti umani di ciascuno;
  • Chicory: eccessiva possessività ed eccesso di cura degli altri, incapacità di stare soli e desiderio, con le proprie cure, di conquistare le persone che si amano; il talento è il giusto amore che non diventa oppressione;
  • Rock Water: eccesso di giudizio verso se stessi e rigidità verso se stessi e il proprio ideale di vita; il talento è la flessibilità che permette di non reprimere quelle parti di sé che non sono, ai propri occhi, perfette;
  • Vervain: eccesso di entusiasmo, nelle proprie idee e nelle proprie esperienze, che porta a cercare di convincere gli altri della giustezza di ciò in cui si crede, pensando di fare loro del bene; il talento è il giusto entusiasmo che non diventa spinta al proselitismo e prevaricazione;
  • Vine: eccesso di potere personale, che può sfociare in arroganza; il talento è il potere equilibrato che lascia spazio anche al modo di agire di pensare e di vivere di chi sta intorno, senza tentare di aggiustare tutto.

È necessario, infine, menzionare il Rescue Remedy formulato come …rimedio da pronto soccorso! Costituito da una miscela di cinque fiori (Clematis, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of Bethelhem), è concepito per far fronte a situazioni di forte tensione e negli stati di shock, intesi come esperienze che rischiano di destabilizzare l’individuo sia nel corpo che nella mente.

 

E con questa panoramica concludiamo il nostro viaggio alla scoperta dei Fiori di Bach. Che, come detto in un precedente articolo, non sono gli unici Rimedi Floreali esistenti. Curioso/a di saperne di più anche su Fiori Italiani e Australiani? Stay tuned, i prossimi articoli, saranno dedicati proprio a questo. Se nel frattempo lo desideri, contattami per una consulenza personalizzata!

RIMEDI FLOREALI I FIORI DI BACH

RIMEDI FLOREALI: I FIORI DI BACH

La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato.

 

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta della Floriterapia partendo ancora una volta da quello che possiamo considerare il suo fondatore: Edward Bach. Le sue parole suonano più che mai attuali in un periodo in cui, per cause economiche e a volte culturali, il diritto alla salute viene messo in discussione. Bach ci ricorda che prenderci cura di noi stessi, della nostra salute, non è solo un dovere, ma anche un diritto. Oggi la medicina, ufficiale o alternativa, mette in campo strumenti e risorse che ci sostengono nell’esercitare questo nostro diritto. Ma tutto parte da noi, dal nostro volerci bene e voler stare bene. Non solo fisicamente, ma anche mentalmente ed emozionalmente.

 

Uno di questi strumenti è, appunto, la Floriterapia, di cui ho iniziato a parlarvi nel mese di giugno. Come avete potuto vedere nell’ultimo articolo, la Floriterapia è diffusa in tutto il mondo e pressoché ogni Paese ha i suoi Fiori. Queste mese vi voglio parlare dei rimedi che hanno dato origine a tutto, i Fiori di Bach

 

Pronti? Buona lettura!

 

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani

 

4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach

Come ricorderete, il principio cardine della Floriterapia si basa sul fatto che squilibri emozionali come ansia, insicurezza, paura, ipersensibilità, rabbia, ecc. possono portare scompensi fisici o psichici e quindi malattie. Il Floriterapeuta, tuttavia, non guarda tanto al sintomo, quanto alla persona in toto: infatti parte sempre da un colloquio approfondito col cliente per indagare a fondo su quali siano i particolari squilibri in atto, carpendone anche le sfumature per individuare il/i rimedio/i più adatto/i. Ogni fiore, infatti, corrisponde ad uno squilibrio su cui è in grado di agire per riarmonizzarlo, in maniera dolce, graduale, ma profonda e l’abilità del Floriterapeuta sta proprio nell’individuare questa corrispondenza per accompagnare il cliente verso il riequilibrio, e quindi la guarigione.

Ecco la grande intuizione di Edward Bach: la malattia o il disagio non sono sintomi isolati, ma una richiesta del nostro corpo che in qualche modo ha dei disequilibri che chiedono di essere riequilibrati.

Ma chi è Edward Bach? Nato il 24 settembre 1886 a Moseley, villaggio nei pressi di Birmingham, nel 1913 si laurea in medicina e resta a Londra fino al fino al 1930: la sua particolarità, per l’epoca, è quella di preferire ai libri un giro per le corsie dell’ospedale in cui esercita per osservare i pazienti, in quanto ha già intuito che “nel trattamento di una qualsiasi patologia, la personalità dell’individuo gioca un ruolo più importante del corpo “. La sua stessa salute, però, non è buona e nel giugno del 1917 ha una profonda emorragia, viene ricoverato d’urgenza e i genitori acconsentono perché venga operato, senza che egli abbia ancora ripreso conoscenza. Le sue condizioni rimangono critiche, secondo i medici che lo hanno operato, c’è il pericolo che il male che lo affligge benché rimosso localmente, si trasformi in metastasi. Addirittura, la prognosi è di tre mesi. Tuttavia, a questo punto, scatta qualcosa in Bach: pur debole e provato, decide di assumere la completa responsabilità del laboratorio dell’ospedale in cui lavora. Questo lo porta a riflettere sul motivo della sua decisione e successiva guarigione, a dispetto di una diagnosi così infausta. La sua conclusione? “Un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa sono fattori decisivi per la felicità dell’uomo sulla terra, e quindi per la sua salute”. Dal 1919 al 1922 è batteriologo presso l’ospedale omeopatico di Londra, dove, attraverso la sua opera Organon, conosce Hahnemann, fondatore dell’omeopatia e si rende conto di avere un punto in comune con lui, anche se le loro ricerche partono da strade diverse: per entrambi il punto cardine è curare il malato e non la malattia. La sua fama di ricercatore cresce, tanto che dopo il 1930 decide di rinunciare ai suoi incarichi di medico, per dedicarsi a tempo pieno alla sintesi dei vaccini che lui stesso ha creato, nei suoi laboratori ed al lavoro nel suo studio.

Tra il 1928 ed il 1930, Bach scopre i primi tre rimedi floreali: Impatiens, Mimulus e Clematis. Intuisce così di essere sul punto di scoprire una medicina totalmente nuova e, nonostante le pressioni di colleghi, amici e parenti, decide di rivoluzionare la sua vita: abbandona Londra e un lavoro che gli rende un bel po’ di sterline l’anno e gli ha regalato la fama, per trasferirsi in campagna e continuare le sue ricerche sulle piante, curando i suoi pazienti attraverso i rimedi di volta in volta da lui scoperti. Dal 1930, anno di questa svolta, al 1936, anno della morte Bach non richiede più nessun pagamento per i suoi consigli e le sue prestazioni e vive grazie alle donazioni dei suoi pazienti. Le sue ricerche lo porteranno alla scoperta dei 38 rimedi e alla stesura di diverse pubblicazioni, fra cui “Guarisci te stesso” e “Libera te stesso”. Nel 1935 si stabilisce nel villaggio di Sotwell, in una piccola casa chiamata Mount Vernon, che diventerà il suo quartiere generale e che oggi è sede del Bach Centre.

Nell’estate del 1936 inizia a scrivere quella che diventerà poi la versione definitiva del suo testo “I dodici guaritori e altri rimedi “, e lavora inoltre una conferenza intitolata “Le erbe guaritrici “, che espone il giorno del suo cinquantesimo compleanno, il 24 settembre 1936. Verso la fine d’ottobre si rende conto che le forze cominciano ad abbandonarlo e perciò istruisce i suoi tre collaboratori in modo che possano proseguire il suo lavoro esattamente così come lui lo ha scoperto. Muore la sera del 27 novembre 1936 nel sonno

Questa la vita dello scopritore dei primi Rimedi Floreali. Ma quali sono e per cosa sono utili i rimedi da lui scoperti? Ne parlerò nel prossimo articolo, nel frattempo potete contattarmi per qualsiasi informazione o una call gratuita, per conoscere meglio questo prezioso strumento