TANTI RIMEDI UN SOLO OBIETTIVO

TANTI RIMEDI, UN SOLO OBIETTIVO

Eccoci arrivati alla seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta della Floriterapia. L’estate è appena cominciata e speriamo ci regali qualche giornata di sole in più rispetto alla primavera appena trascorsa, in modo da approfittarne per tante passeggiate in mezzo alla natura che sono sempre un toccasana!

State già macinando chilometri a piedi o in bicicletta in riva al mare, tra le colline o sui sentieri di montagna? Allora provate a guardare con occhi diversi e curiosi i fiori che vi circondano. Saranno utilizzati in Floriterapia? Quali proprietà avranno?

Non ho la pretesa di esaurire tutto l’argomento in qualche articolo né di farvi un elenco di tutti i fiori con relative proprietà. Anche perché sennò mollereste la lettura dopo poche righe! In questo articolo vi farò una semplice panoramica sulle diverse famiglie di fiori, scoperte grazie all’impulso del lavoro di Bach. Pronti a scoprire il mondo (è proprio il caso di dirlo) dei rimedi floreali?

Buona lettura!

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach
  5. Scopriamo insieme i Fiori Italiani
  6. Scopriamo insieme i fiori Australiani

 

 3. Bach & Friends

Come abbiamo già accennato in diversi altri punti, la scoperta dei rimedi floreali da parte di Edward Bach ha dato impulso ad una serie di studi, ricerche e scoperte che hanno portato, ad oggi, a studiare e classificare una cinquantina circa di tipologie di rimedi floreali, ognuno con le caratteristiche specifiche del luogo in cui sono stati scoperti. Come possiamo facilmente intuire, infatti, le diverse essenze agiscono su livelli diversi della personalità, in relazione al tipo di territorio in cui nascono, al continente in cui si sono sviluppati e al tipo di cultura degli uomini che lo popolano. Insomma Paese che vai, essenze che trovi, anche se bisogna ricordare che tutte agiscono secondo il medesimo principio intuito da Bach e di cui abbiamo parlato diffusamente nella prima parte di questo articolo.

Possiamo dire che oggi, nel nostro Paese, le essenze maggiormente utilizzate, oltre ai rimedi di Bach, e che si possono trovare facilmente in commercio sono essenzialmente due:

-i fiori italiani: scoperti da Giovanna Tolio e ovviamente tipici del nostro Paese, sono solamente 18: alloro, aquilegia, betulla, biancospino, cappero, ciliegio, gelsomino, limone, mandorlo, pesco, pinguicola, pioppo nero, potentilla, primula, rododendro, rosmarino, sambuco, veronica, più il Rimedio Floreo

-i fiori australiani, che sono composti da due linee: Bush (la più conosciuta) e Living Essences. La prima, scoperta da Ian White, attualmente è composta da 70 essenze più 17 essenze già combinate, la seconda è composta da 88 essenze individuate dai coniugi Vasudeva e Kadambii Barnao. Anche in questo caso esistono altresì diverse combinazioni di essenze che vengono utilizzate anche in ben 18 ospedali australiani e integrano floriterapia e agopuntura.

A queste due famiglie saranno dedicati articoli approfonditi nei prossimi mesi, qui di seguito un breve cenno ad altre famiglie di rimedi floreali, forse un pò meno conosciute, almeno in Italia:

  • californiani. Ben 103 rimedi messi a punto a partire dal 1979, da un gruppo di ricercatori guidati da Richard Katz e Patricia Kaminsky il cui scopo era quello di scovare dei rimedi che potessero aiutare le persone ad affrontare la crescente complessità della vita moderna e a migliorare la propria capacità di adattamento
  • alaskani. 72 essenze scoperte grazie al lavoro di un ex pompiere appassionato di Floriterapia, Steven Johnson, che nel 1984 crea l’Alaskan Flower Essence Project, per coordinare la ricerca e la preparazione di nuove essenze floreali su tutto il territorio dell’Alaska. Vengono considerati i più spirituali fra tutti i fiori oggi conosciuti e tra i più potenti anche per risolvere problematiche di natura fisica, dissolvendo blocchi emotivi, disarmonie e schemi mentali
  • A circa un centinaio di chilometri dalla cittadina di Grenoble, si trova il massiccio del Vercors, famoso per la biodiversità della sua flora. E’ qui che Philippe Deroide e Dominique Guillet, nel 1986, iniziano le loro ricerche e creano i rimedi floreali francesi DEVA. Affidandosi alla tradizione erboristica medievale e rinascimentale, i due ricercatori hanno creato 96 essenze declinate in 9 temi emozionali diversi: presenza, coraggio, autonomia, fiducia, benessere degli altri, comunicazione, creatività, protezione emozionale, intimità, più quindici essenze combinate. Sono rimedi indicati in particolare per problematiche connesse alla sfera sessuale ed alla gravidanza e per dubbi che accompagnano scelte morali.
  • Bram e sua moglie Miep Zaalberg sono i fondatori di Flower Essences of the Netherlands. Bram ha iniziato il suo lavoro con le essenze floreali nel 1979 e sette anni dopo lui e sua moglie hanno preparato insieme la loro prima essenza floreale. I rimedi sono suddivisi in due set: quello standard da 35 è composto da 31 essenze floreali singole e 4 combinazioni, mentre lo Special Set da 13 è composto da 4 essenze vegetali/fiori singoli, 8 combinazioni e 1 essenza detta “cosmica”. La particolarità di questa famiglia di essenze sta nel fatto che alcune di esse vengono preparate piegando i fiori in una ciotola piena d’acqua senza raccoglierli, in modo da preservarli, mentre altre sono preparate con funghi selvatici anziché fiori. Oltre a lavorare sulle criticità “classiche” dei rimedi floreali, queste essenze sono particolarmente adatte per i momenti di passaggio, perché favoriscono la creazione del nuovo
  • Nel 1990 Michael Tanmaia, è un naturalista e ricercatore australiano partito con l’idea di abbandonare l’Australia e trasferirsi in India. L’incontro con i fiori delle valli himalayane cambia la sua vita e si dedica alla ricerca e all’approfondimento di questi rimedi floreali. Oggi queste essenze sono conosciute come Fiori Himalayani Enhancers e hanno la particolarità di essere etichettati non con il loro nome botanico, come gli altri fiori, ma con un nome che richiama le loro proprietà. Si tratta di 45 essenze, più 24 fiori definiti “astrologici” più 7 Nuove Essenze Gulaga che influiscono direttamente nei vari livelli d’energia controllati dai Chakra. Di fatto questi fiori, più che su un disagio o uno schema mentale, agiscono sui centri energetici del corpo, rimuovendo eventuali blocchi e intensificando gli aspetti positivi che ognuno di noi possiede
  • Cugini dei Fiori Himalayani Enhancers, i Fiori Indiani o Fiori Himalayani Aum (OM), sono anch’essi raccolti alle pendici dell’Himalaya. Scoperti da una coppia di ricercatori indiani, Rupa e Atul Shah, vengono preparati in maniera leggermente diversa rispetto al metodo tradizionale: il fiore viene messo intero in un’ampolla di vetro in cui si versa l’acqua del fiume sacro, il Gange e, oltre al brandy, viene utilizzato come conservante anche una preparazione non alcolica a base di miele. Il loro campo d’azione specifico riguarda la scarsa sensibilità, la durezza verso il prossimo, la sessualità e le problematiche di tipo religioso.
  • africani e delle Isole Canarie. Non sono molto conosciuti e sono ancora in fase di studio, ma pare che siano fra i più potenti in circolazione. Sono stati scoperti da Andreas Korte, un botanico tedesco che ha studiato un modo per raccogliere l’essenza di ogni pianta senza doverla tagliare, poiché intendeva evitare la sofferenza a tutti i livelli e impedire che la morte della pianta fosse incorporata nelle informazioni dell’essenza. Ha quindi creato un metodo di raccolta attraverso un geode: le particelle di luce (quark) dei fiori vengono condotte direttamente nell’acqua attraverso il cristallo della geode. Si tratta di una ventina di essenze diverse che trasmettono forza, assimilazione e adattamento, aiutando le persone a restare salde nei cambiamenti e trasformazioni della vita.

Ecco, termina per questa volta il nostro giro del mondo attraverso i rimedi floriterapici, e questi sono solo alcuni dei tanti strumenti preziosi che la natura ci offre.

Vi aspetto nei prossimi articoli per conoscere più da vicino i fiori di Bach, Italiani e Australiani. Se nel frattempo desiderate saperne di più o pensate che siano lo strumento che fa per voi, contattatemi per una call gratuita, sarò felice di supportarvi.

FLORITERAPIA I BENEFICI DEI RIMEDI FLOREALI

FLORITERAPIA: I BENEFICI DEI RIMEDI FLOREALI

Nella vera guarigione non c’è nessun pensiero di malattia; è lo stato mentale, la difficoltà mentale sola da essere considerata: è dove stiamo sbagliando nel piano divino che conta. Questa disarmonia con il nostro sé spirituale può produrre centinaia di diversi difetti nei nostri corpi, perché i nostri corpi sono dopotutto semplicemente il prodotto della condizione della nostra mente. Ma che importa ciò? Se mettiamo a posto la nostra mente, il corpo sarà presto guarito

 Queste le parole di Edward Bach, uno dei pionieri, anzi, il pioniere della Floriterapia così come la conosciamo noi oggi, scopritore dei 38 rimedi floreali che oggi portano il suo nome.

Ma cos’è la Floriterapia? Funziona davvero o è solo acqua fresca come sostengono i detrattori e gli scettici? Troverete ricerche in cui vengono riscontrati i benefici di questa terapia e ricerche in cui si evidenzia il sostanziale effetto placebo dei rimedi floriterapici.

Io li ho provati, su di me hanno funzionato e li propongo con soddisfazione ai miei clienti. Per il resto in questo articolo cerco di fare un pò di chiarezza e di incuriosirvi, dopo di che sta ad ognuno di voi decidere… Buona lettura!

 

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach

 

 1. Cos’è la Floriterapia e come funziona

Se cercate il termine “Floriterapia” in un dizionario, io ho scelto la Treccani, scoprirete che è composto dal latino flos -oris (‘fiore’) e dal sostantivo femminile terapia, che è attestato già dal 1992 e che può essere definito come cura che mira a intervenire sulle patologie organiche riequilibrando gli stati emotivi attraverso la somministrazione di essenze di fiori selvatici, secondo il sistema terapeutico propugnato dal medico gallese Edward Bach (1886 – 1936)

Il termine “cura” è in questo caso appropriato visto che dal già dal 1976 la Floriterapia è censita fra le CAM (Complementary and Alternative Medicines), riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità quali attività che perseguono finalità salutistiche terapeutiche attraverso metodi alternativi e complementari non invasivi e di supporto alla medicina ufficiale (Benchmarks for training in Naturopathy 2010). Con buona pace di chi è convinto che le medicine alternative siano solo fuffa.

Tuttavia, il titolo di floriterapeuta, in Italia e in altri Paesi Europei, non è riconosciuto ufficialmente dallo Stato, cosa che invece avviene in Inghilterra, Francia, Spagna e Germania. Eppur qualcosa si muove, anche nel nostro Paese: la Floriterapia è oggi insegnata anche in Istituzioni Universitarie italiane, oltre che all’Estero, in particolare, ovviamente, in Inghilterra dove a Mount Vernon sorge il Bach Center, punto di riferimento per chi studia questa disciplina. In Italia ci si può rivolgere altresì alla Società Italiana di Floriterapia e all’Unione di Floriterapia, ma anche a scuole di naturopatia riconosciute e accreditate che prevedano frequenza, esami e tesi finale, in linea con le direttive generali del Ministero della Pubblica Istruzione. Esiste anche un Registro italiano floriterapeuti a cui ci si può iscrivere previo esame.

Ma come funziona esattamente la Floriterapia e quali sono i benefici? Essa si basa sul fatto che squilibri emozionali come ansia, insicurezza, paura, ipersensibilità, rabbia, ecc. possono portare scompensi fisici o psichici e quindi malattie. Ogni fiore corrisponde ad uno squilibrio su cui è in grado di agire per riarmonizzarlo, in maniera dolce, graduale, ma profonda. La grande intuizione di Edward Bach, che per primo scoprì e studiò gli effetti della Floriterapia, fu di non partire dal sintomo, ma dalla persona: secondo il medico inglese, infatti, la malattia o il disagio non sono sintomi isolati, ma una richiesta del nostro corpo che in qualche modo ha dei disequilibri che chiedono di essere riequilibrati. Ecco perché in una consulenza è basilare un approfondito colloquio con il cliente: attraverso di esso è possibile indagare a fondo su quali siano i particolari squilibri in atto, carpendone anche le sfumature per individuare il/i rimedio/i più adatto/i

Come vedremo in un prossimo paragrafo, a Bach sono seguiti diversi altri esperti che hanno dato ulteriore impulso alla Floriterapia, scoprendo anche nuovi rimedi floreali provenienti letteralmente da tutto il mondo. Tuttavia, ciascuna famiglia di rimedi floreali, dall’Alaska all’Australia, funziona esattamente attraverso lo stesso principio enunciato da Bach: essendo rimedi vibrazionali, lavorano a livello sottile sul nostro sistema nervoso fatto di connessioni elettriche, di scambi cellulari, di comunicazioni. Quando sviluppiamo un conflitto all’interno di noi stessi, il sistema “salta”. E’ qui che intervengono i rimedi floreali, ripristinando l’equilibrio attraverso lo sviluppo della qualità opposta a quella che ha generato il conflitto, riarmonizzando piano fisico e piano emozionale.

Ma perché si usano proprio i fiori? E’ interessante innanzitutto sapere come vengono preparati rimedi floreali: i fiori sono raccolti, senza toccarli, in un vassoio di vetro che contiene l’acqua di una sorgente che nasce vicino al luogo della raccolta. Di solito viene utilizzato il metodo della macerazione, oppure quello della bollitura; una volta terminata la macerazione al sole o la bollitura, l’acqua d’infusione è separata dai fiori e si aggiunge la stessa quantità di brandy per garantire la conservabilità del prodotto. Normalmente, per riempire una bottiglia da 30 ml, si versano acqua e brandy e si aggiungono due o tre gocce della tintura madre di ogni fiore scelto. Oggi in commercio si trovano soltanto rimedi floreali già diluiti: le diluizioni vanno da 1:240 fino alla 5DH (=1:100.000). Vengono utilizzati i fiori e non altre parti della pianta perché secondo Bach proprio nei fiori è racchiuso tutto il potenziale della pianta stessa in quanto sono una sorta di ponte fra le radici, il fusto e le foglie che sono la parte più materiale e già manifesta, e il seme che riassume tutte le caratteristiche della pianta e ne permette la riproduzione. L’innovazione della floriterapia e del dottor. Bach è stata quella di superare l’uso delle piante in toto e scoprire le qualità sottili dei fiori.

Ma, vi chiederete, alla fine queste qualità sottili dei fiori in cosa mi possono essere utili?

 

2. I benefici della Floriterapia

 Abbiamo visto come la Floriterapia, grazie alla straordinaria intuizione di Bach, non è stata pensata per lavorare sulla malattia o il disagio in sé, ma sulla persona in toto, reazioni e stati d’animo compresi: la Floriterapia non ha dunque come scopo primario la guarigione dalla malattia, ma la guarigione della persona, attraverso lo sviluppo di quelle qualità che permettono di superare il disturbo.

Inizialmente Bach si concentrò sulle forme di disagio emotivo ad esempio fobie, insonnia, ansia, disturbi psicosomatici… Negli ultimi anni invece, con il progredire degli studi e nuove scoperte, si è giunti ad un utilizzo della Floriterapia anche per quanto riguarda gli squilibri fisici come ad esempio infiammazioni, allergie, stanchezza, eczemi, raffreddore..

Come abbiamo già accennato nel paragrafo precedente e come scopriremo nella seconda parte dell’articolo, oltre ai più noti Fiori di Bach esistono molte altre famiglie di Fiori utilizzati in Floriterapia che si distinguono essenzialmente per la provenienza geografica. Sarebbe davvero lungo elencare tutti i benefici della Floriterapia anche perché praticamente ogni fiore è adatto non solo per un particolare squilibrio, ma addirittura per una particolare sfumatura dello squilibrio stesso: ad esempio tra i rimedi di Bach che agiscono sulla paura troviamo ben 5 fiori e ciascuno di loro agisce su un tipo di paura diverso. Diciamo però che in generale i fiori lavorano su squilibri dovuti principalmente a:

  • trauma
  • paura
  • incertezza
  • insufficiente interesse per il presente
  • solitudine
  • ipersensibilità alle idee e giudizi altrui
  • disperazione
  • eccessiva preoccupazione per il benessere altrui a discapito del proprio
  • stress
  • timidezza
  • insicurezza
  • senso di colpa
  • frustrazione

e, a livello fisico:

  • rigidità muscolari
  • psoriasi e altre problematiche della pelle
  • stanchezza
  • gastriti nervose
  • coliti
  • disordini alimentari
  • tossine
  • raffreddori e problematiche respiratorie
  • infiammazioni

Normalmente la dose giornaliera consigliata per un soggetto adulto è di 4 gocce x 4 volte sotto la lingua o diluite in poca acqua, distribuite possibilmente in modo omogeneo nell’arco della giornata, per un periodo di tempo che varia da poche settimane a 2-3 mesi. In generale non hanno controindicazioni e non si rischia di andare in over dosaggio

Come già sottolineato è essenziale, prima di iniziare ad utilizzare questo rimedio, scoprire esattamente qual è il disequilibrio e di conseguenza il/i rimedio/i più adatto/i. Per far questo possono essere utilizzate diverse tecniche, anche come autovalutazione che vanno da questionari al test kinesiologico, al pendolino. Tuttavia è consigliabile rivolgersi sempre ad un esperto/a che per prima cosa procederà ad un colloquio conoscitivo: è sicuramente il metodo più efficace per trovare il fiore che fa per noi in quel determinato momento e per quella particolare situazione.

Io utilizzo la consulenza floriterapica come supporto nei miei percorsi di Counseling e nelle mie sedute di tecniche olistiche: è sicuramente una preziosa alleata. Se vuoi saperne di più contattami per una call gratuita e non perderti i prossimi articoli: l’estate sarà dedicata alla scoperta di alcune delle “famiglie” di fiori più diffuse!