FLORITERAPIA I BENEFICI DEI RIMEDI FLOREALI

FLORITERAPIA: I BENEFICI DEI RIMEDI FLOREALI

Nella vera guarigione non c’è nessun pensiero di malattia; è lo stato mentale, la difficoltà mentale sola da essere considerata: è dove stiamo sbagliando nel piano divino che conta. Questa disarmonia con il nostro sé spirituale può produrre centinaia di diversi difetti nei nostri corpi, perché i nostri corpi sono dopotutto semplicemente il prodotto della condizione della nostra mente. Ma che importa ciò? Se mettiamo a posto la nostra mente, il corpo sarà presto guarito

 Queste le parole di Edward Bach, uno dei pionieri, anzi, il pioniere della Floriterapia così come la conosciamo noi oggi, scopritore dei 38 rimedi floreali che oggi portano il suo nome.

Ma cos’è la Floriterapia? Funziona davvero o è solo acqua fresca come sostengono i detrattori e gli scettici? Troverete ricerche in cui vengono riscontrati i benefici di questa terapia e ricerche in cui si evidenzia il sostanziale effetto placebo dei rimedi floriterapici.

Io li ho provati, su di me hanno funzionato e li propongo con soddisfazione ai miei clienti. Per il resto in questo articolo cerco di fare un pò di chiarezza e di incuriosirvi, dopo di che sta ad ognuno di voi decidere… Buona lettura!

 

INDICE

  1. Cos’è la Floriterapia e come funziona
  2. I benefici della Floriterapia
  3. Bach & Friends
  4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach

 

 1. Cos’è la Floriterapia e come funziona

Se cercate il termine “Floriterapia” in un dizionario, io ho scelto la Treccani, scoprirete che è composto dal latino flos -oris (‘fiore’) e dal sostantivo femminile terapia, che è attestato già dal 1992 e che può essere definito come cura che mira a intervenire sulle patologie organiche riequilibrando gli stati emotivi attraverso la somministrazione di essenze di fiori selvatici, secondo il sistema terapeutico propugnato dal medico gallese Edward Bach (1886 – 1936)

Il termine “cura” è in questo caso appropriato visto che dal già dal 1976 la Floriterapia è censita fra le CAM (Complementary and Alternative Medicines), riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità quali attività che perseguono finalità salutistiche terapeutiche attraverso metodi alternativi e complementari non invasivi e di supporto alla medicina ufficiale (Benchmarks for training in Naturopathy 2010). Con buona pace di chi è convinto che le medicine alternative siano solo fuffa.

Tuttavia, il titolo di floriterapeuta, in Italia e in altri Paesi Europei, non è riconosciuto ufficialmente dallo Stato, cosa che invece avviene in Inghilterra, Francia, Spagna e Germania. Eppur qualcosa si muove, anche nel nostro Paese: la Floriterapia è oggi insegnata anche in Istituzioni Universitarie italiane, oltre che all’Estero, in particolare, ovviamente, in Inghilterra dove a Mount Vernon sorge il Bach Center, punto di riferimento per chi studia questa disciplina. In Italia ci si può rivolgere altresì alla Società Italiana di Floriterapia e all’Unione di Floriterapia, ma anche a scuole di naturopatia riconosciute e accreditate che prevedano frequenza, esami e tesi finale, in linea con le direttive generali del Ministero della Pubblica Istruzione. Esiste anche un Registro italiano floriterapeuti a cui ci si può iscrivere previo esame.

Ma come funziona esattamente la Floriterapia e quali sono i benefici? Essa si basa sul fatto che squilibri emozionali come ansia, insicurezza, paura, ipersensibilità, rabbia, ecc. possono portare scompensi fisici o psichici e quindi malattie. Ogni fiore corrisponde ad uno squilibrio su cui è in grado di agire per riarmonizzarlo, in maniera dolce, graduale, ma profonda. La grande intuizione di Edward Bach, che per primo scoprì e studiò gli effetti della Floriterapia, fu di non partire dal sintomo, ma dalla persona: secondo il medico inglese, infatti, la malattia o il disagio non sono sintomi isolati, ma una richiesta del nostro corpo che in qualche modo ha dei disequilibri che chiedono di essere riequilibrati. Ecco perché in una consulenza è basilare un approfondito colloquio con il cliente: attraverso di esso è possibile indagare a fondo su quali siano i particolari squilibri in atto, carpendone anche le sfumature per individuare il/i rimedio/i più adatto/i

Come vedremo in un prossimo paragrafo, a Bach sono seguiti diversi altri esperti che hanno dato ulteriore impulso alla Floriterapia, scoprendo anche nuovi rimedi floreali provenienti letteralmente da tutto il mondo. Tuttavia, ciascuna famiglia di rimedi floreali, dall’Alaska all’Australia, funziona esattamente attraverso lo stesso principio enunciato da Bach: essendo rimedi vibrazionali, lavorano a livello sottile sul nostro sistema nervoso fatto di connessioni elettriche, di scambi cellulari, di comunicazioni. Quando sviluppiamo un conflitto all’interno di noi stessi, il sistema “salta”. E’ qui che intervengono i rimedi floreali, ripristinando l’equilibrio attraverso lo sviluppo della qualità opposta a quella che ha generato il conflitto, riarmonizzando piano fisico e piano emozionale.

Ma perché si usano proprio i fiori? E’ interessante innanzitutto sapere come vengono preparati rimedi floreali: i fiori sono raccolti, senza toccarli, in un vassoio di vetro che contiene l’acqua di una sorgente che nasce vicino al luogo della raccolta. Di solito viene utilizzato il metodo della macerazione, oppure quello della bollitura; una volta terminata la macerazione al sole o la bollitura, l’acqua d’infusione è separata dai fiori e si aggiunge la stessa quantità di brandy per garantire la conservabilità del prodotto. Normalmente, per riempire una bottiglia da 30 ml, si versano acqua e brandy e si aggiungono due o tre gocce della tintura madre di ogni fiore scelto. Oggi in commercio si trovano soltanto rimedi floreali già diluiti: le diluizioni vanno da 1:240 fino alla 5DH (=1:100.000). Vengono utilizzati i fiori e non altre parti della pianta perché secondo Bach proprio nei fiori è racchiuso tutto il potenziale della pianta stessa in quanto sono una sorta di ponte fra le radici, il fusto e le foglie che sono la parte più materiale e già manifesta, e il seme che riassume tutte le caratteristiche della pianta e ne permette la riproduzione. L’innovazione della floriterapia e del dottor. Bach è stata quella di superare l’uso delle piante in toto e scoprire le qualità sottili dei fiori.

Ma, vi chiederete, alla fine queste qualità sottili dei fiori in cosa mi possono essere utili?

 

2. I benefici della Floriterapia

 Abbiamo visto come la Floriterapia, grazie alla straordinaria intuizione di Bach, non è stata pensata per lavorare sulla malattia o il disagio in sé, ma sulla persona in toto, reazioni e stati d’animo compresi: la Floriterapia non ha dunque come scopo primario la guarigione dalla malattia, ma la guarigione della persona, attraverso lo sviluppo di quelle qualità che permettono di superare il disturbo.

Inizialmente Bach si concentrò sulle forme di disagio emotivo ad esempio fobie, insonnia, ansia, disturbi psicosomatici… Negli ultimi anni invece, con il progredire degli studi e nuove scoperte, si è giunti ad un utilizzo della Floriterapia anche per quanto riguarda gli squilibri fisici come ad esempio infiammazioni, allergie, stanchezza, eczemi, raffreddore..

Come abbiamo già accennato nel paragrafo precedente e come scopriremo nella seconda parte dell’articolo, oltre ai più noti Fiori di Bach esistono molte altre famiglie di Fiori utilizzati in Floriterapia che si distinguono essenzialmente per la provenienza geografica. Sarebbe davvero lungo elencare tutti i benefici della Floriterapia anche perché praticamente ogni fiore è adatto non solo per un particolare squilibrio, ma addirittura per una particolare sfumatura dello squilibrio stesso: ad esempio tra i rimedi di Bach che agiscono sulla paura troviamo ben 5 fiori e ciascuno di loro agisce su un tipo di paura diverso. Diciamo però che in generale i fiori lavorano su squilibri dovuti principalmente a:

  • trauma
  • paura
  • incertezza
  • insufficiente interesse per il presente
  • solitudine
  • ipersensibilità alle idee e giudizi altrui
  • disperazione
  • eccessiva preoccupazione per il benessere altrui a discapito del proprio
  • stress
  • timidezza
  • insicurezza
  • senso di colpa
  • frustrazione

e, a livello fisico:

  • rigidità muscolari
  • psoriasi e altre problematiche della pelle
  • stanchezza
  • gastriti nervose
  • coliti
  • disordini alimentari
  • tossine
  • raffreddori e problematiche respiratorie
  • infiammazioni

Normalmente la dose giornaliera consigliata per un soggetto adulto è di 4 gocce x 4 volte sotto la lingua o diluite in poca acqua, distribuite possibilmente in modo omogeneo nell’arco della giornata, per un periodo di tempo che varia da poche settimane a 2-3 mesi. In generale non hanno controindicazioni e non si rischia di andare in over dosaggio

Come già sottolineato è essenziale, prima di iniziare ad utilizzare questo rimedio, scoprire esattamente qual è il disequilibrio e di conseguenza il/i rimedio/i più adatto/i. Per far questo possono essere utilizzate diverse tecniche, anche come autovalutazione che vanno da questionari al test kinesiologico, al pendolino. Tuttavia è consigliabile rivolgersi sempre ad un esperto/a che per prima cosa procederà ad un colloquio conoscitivo: è sicuramente il metodo più efficace per trovare il fiore che fa per noi in quel determinato momento e per quella particolare situazione.

Io utilizzo la consulenza floriterapica come supporto nei miei percorsi di Counseling e nelle mie sedute di tecniche olistiche: è sicuramente una preziosa alleata. Se vuoi saperne di più contattami per una call gratuita e non perderti i prossimi articoli: l’estate sarà dedicata alla scoperta di alcune delle “famiglie” di fiori più diffuse!

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