…vita nuova! Questo è il leimotiv di ogni Capodanno. Ma è davvero così? Basta davvero un giro di pagina del calendario per cambiare tutto?
Ovviamente no, il cambiamento è un processo lento e costante che si nutre soprattutto della nostra attenzione e della nostra volontà e spesso la lista dei buoni propositi resta lettera morta perché l’abitudine fa in fretta a riprendere il sopravvento.
So che probabilmente in queste settimane siete travolti da consigli, anche non richiesti, di esperti perché questo sia davvero il vostro anno e voi possiate risplendere come non mai ed essere i protagonisti della vostra vita.
Io invece credo che i fuochi d’artificio siano molto belli, ma la loro scia sparisce in fretta, lasciando poco o nulla. Peggio ancora i botti, per restare in tema di Veglione e dintorni, che fanno solo rumore. Allora, lasciando da parte certi mirabolanti suggerimenti che si leggono in giro, inizio questo 2025 proponendovi alcune piccole concrete indicazioni per iniziare a fare qualche passo ed esplorare nuove strade. Pronti?
Buona lettura
INDICE
- Nuove abitudini: la regola dei 21 giorni?
- Mindful eating: corpo, mente ed emozioni uniti per il benessere
- Gioca, così da essere serio: prenditi cura del bimbo/a che c’è in te
- Nuove abitudini: la regola dei 21 giorni?
Vi vedo che dopo poche settimane siete già in crisi perché non riuscite a rispettare la lista dei buoni propositi!
Per evitare ansie e frustrazioni inizia col chiederti: ma questa lista è credibile? Spesso mettiamo dei buoni propositi che tali rimangono semplicemente perché non sono concretamente fattibili: hai voglia a dire “se vuoi puoi”, ma se la mattina parti alle 07.00 per andare al lavoro è inutile che metti come obiettivo un’ora di camminata tutte le mattine, a meno che tu sia disposto/a a svegliarti tutti i giorni alle 5. Spoiler: no, non lo sei perché, dopo un paio di giorni (giustamente) il tuo fisico, che non è abituato, ti avvisa che è meglio dormire un po’ di più. E allora, piuttosto che fare mirabolanti promesse o sognare trasformazioni repentine, non è più efficace prendersi l’impegno di inserire nella nostra vita piccole, concrete abitudini che possono realmente cambiare in meglio le nostre vite?
La “Regola dei 21 Giorni” viene attribuita al dottor Maxwell Maltz, un chirurgo plastico che osservò che i suoi pazienti impiegavano circa 21 giorni per abituarsi alla loro nuova immagine corporea dopo un intervento chirurgico: arrivò quindi a teorizzare che 21 giorni fossero sufficienti per formare nuove abitudini e riscrivere i modelli mentali. In realtà, negli anni, diversi studi confutarono parzialmente questa teoria: in particolare uno studio del Dr. Phillipa Lally, pubblicato sull’ European Journal of Social Psychology e basato sull’analisi dei comportamenti abituali di un gruppo di partecipanti, è arrivato alla conclusione che, in media, sarebbero necessari circa 66 giorni per trasformare un comportamento in un’abitudine consolidata. Tuttavia, lo stesso studio ha evidenziato come i primi cambiamenti significativi sono spesso osservati proprio al termine dei primi 21 giorni
E allora proviamo a stilare un elenco di alcune abitudini che vogliamo introdurre nella nostra vita. Possono essere anche piccole, anzi, così sarà più facile seguirle: bere più acqua, non controllare le mail dopo le 21, leggere un libro al mese … E poi applichiamole per 21 giorni. Fatemi sapere com’è andata!
2. Mindful eating: corpo, mente ed emozioni uniti per il benessere
Scommetto che fra le buone abitudini che volete introdurre nella vostra vita in questo 2025 ce ne sono almeno un paio legate al cibo. Soprattutto nel nostro Paese, il rapporto con il cibo non è (quasi) mai solamente “utilitaristico”: coinvolge le emozioni, la socialità, la cultura …
Ecco allora che, per un rapporto sano con il nutrimento e il cibo, oltre ovviamente a rivolgervi ad un bravo/a nutrizionista, un alleato prezioso può essere rappresentato dalla Mindful Eating. Di cosa si tratta? La Mindful Eating, o alimentazione consapevole, è una tecnica che prevede maggior consapevolezza e ascolto dei nostri bisogni anche a tavola: partendo dal presupposto che non conta soltanto cosa si mangia, ma soprattutto come si mangia. Questo strumento ci supporta nel focalizzarci sulla qualità dell’esperienza del mangiare, dando più spazio alla lentezza, all’attivazione di tutti i sensi corporei e, di conseguenza, migliorando il senso di sazietà. I risultati? Oltre che ad una maggior presenza a sé stessi e ai propri bisogni, l’approccio Mindful Eating aiuta a raggiungere e mantenere il giusto peso, migliorare il livello energetico, la lucidità mentale e la resistenza allo stress: insomma un toccasana per la salute. Io sto seguendo questo approccio e devo dire che mi sento decisamente meglio: non vedo l’ora di ascoltare le vostre esperienze!
3. Gioca, così da essere serio: prenditi cura del bimbo/a che c’è in te
Protagonisti delle feste natalizie sono in particolare i bambini ed è per loro che si acquistano giocattoli, si organizzano esperienze e, nel corso dei lunghi pranzi, cene e compagnia danzante, ci si intrattiene con giochi, da quelli più classici come la tombola a quelli un po’ più “moderni” come i videogiochi. Dite la verità, però: spesso “i bambini” sono una scusa per divertirsi in famiglia senza venir additati come infantili. In realtà il gioco è una cosa seria e varrebbe la pena di mantenere la buona abitudine di giocare durante tutto l’anno: libera la mente, stimola l’immaginazione e crea un clima di affiatamento con chi vi sta accanto. Oltre a coccolare il bimbo/a che c’è in te e che saprà ricambiare la cortesia e renderti la vita molto più leggera.
Un consiglio per un gioco da fare in compagnia? Immagina che è un gioco giovane giovane (un annetto di vita) ideato da Psicoludia, ovvero Annalisa Corbo, psicologa e psicodrammatista e Simona Adelaide Martini, psicologa, psicoterapeuta e consulente in educazione e training sessuale. Se non le conoscete e non sapete cos’è Psicoludia, cospargetevi il capo di cenere e correte a visitare il loro sito. Si tratta di un gioco composto da diverse carte ognuna delle quali dà uno stimolo per iniziare un racconto e condividere aneddoti, situazioni vissute, desideri, emozioni. Ogni partecipante racconta la sua storia e vince chi ha saputo maggiormente coinvolgere gli altri nel proprio racconto. Unica avvertenza: gioco ad alto tasso di risate e … commozione!
Come scrivevo all’inizio questi sono suggerimenti concreti e alla portata di tutti, che forse non svoltano la vita, ma sicuramente la migliorano e possono essere trampolino di lancio per una vera e propria trasformazione. Se invece senti la necessità di un supporto per un passo più in avanti, contattami, cercheremo insieme come iniziare il tuo cammino di trasformazione.
