La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato.
Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta della Floriterapia partendo ancora una volta da quello che possiamo considerare il suo fondatore: Edward Bach. Le sue parole suonano più che mai attuali in un periodo in cui, per cause economiche e a volte culturali, il diritto alla salute viene messo in discussione. Bach ci ricorda che prenderci cura di noi stessi, della nostra salute, non è solo un dovere, ma anche un diritto. Oggi la medicina, ufficiale o alternativa, mette in campo strumenti e risorse che ci sostengono nell’esercitare questo nostro diritto. Ma tutto parte da noi, dal nostro volerci bene e voler stare bene. Non solo fisicamente, ma anche mentalmente ed emozionalmente.
Uno di questi strumenti è, appunto, la Floriterapia, di cui ho iniziato a parlarvi nel mese di giugno. Come avete potuto vedere nell’ultimo articolo, la Floriterapia è diffusa in tutto il mondo e pressoché ogni Paese ha i suoi Fiori. Queste mese vi voglio parlare dei rimedi che hanno dato origine a tutto, i Fiori di Bach
Pronti? Buona lettura!
INDICE
- Cos’è la Floriterapia e come funziona
- I benefici della Floriterapia
- Bach & Friends
- Scopriamo insieme i Fiori di Bach
- Scopriamo insieme i Fiori Italiani
- Scopriamo insieme i fiori Australiani
4. Scopriamo insieme i Fiori di Bach
Come ricorderete, il principio cardine della Floriterapia si basa sul fatto che squilibri emozionali come ansia, insicurezza, paura, ipersensibilità, rabbia, ecc. possono portare scompensi fisici o psichici e quindi malattie. Il Floriterapeuta, tuttavia, non guarda tanto al sintomo, quanto alla persona in toto: infatti parte sempre da un colloquio approfondito col cliente per indagare a fondo su quali siano i particolari squilibri in atto, carpendone anche le sfumature per individuare il/i rimedio/i più adatto/i. Ogni fiore, infatti, corrisponde ad uno squilibrio su cui è in grado di agire per riarmonizzarlo, in maniera dolce, graduale, ma profonda e l’abilità del Floriterapeuta sta proprio nell’individuare questa corrispondenza per accompagnare il cliente verso il riequilibrio, e quindi la guarigione.
Ecco la grande intuizione di Edward Bach: la malattia o il disagio non sono sintomi isolati, ma una richiesta del nostro corpo che in qualche modo ha dei disequilibri che chiedono di essere riequilibrati.
Ma chi è Edward Bach? Nato il 24 settembre 1886 a Moseley, villaggio nei pressi di Birmingham, nel 1913 si laurea in medicina e resta a Londra fino al fino al 1930: la sua particolarità, per l’epoca, è quella di preferire ai libri un giro per le corsie dell’ospedale in cui esercita per osservare i pazienti, in quanto ha già intuito che “nel trattamento di una qualsiasi patologia, la personalità dell’individuo gioca un ruolo più importante del corpo “. La sua stessa salute, però, non è buona e nel giugno del 1917 ha una profonda emorragia, viene ricoverato d’urgenza e i genitori acconsentono perché venga operato, senza che egli abbia ancora ripreso conoscenza. Le sue condizioni rimangono critiche, secondo i medici che lo hanno operato, c’è il pericolo che il male che lo affligge benché rimosso localmente, si trasformi in metastasi. Addirittura, la prognosi è di tre mesi. Tuttavia, a questo punto, scatta qualcosa in Bach: pur debole e provato, decide di assumere la completa responsabilità del laboratorio dell’ospedale in cui lavora. Questo lo porta a riflettere sul motivo della sua decisione e successiva guarigione, a dispetto di una diagnosi così infausta. La sua conclusione? “Un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa sono fattori decisivi per la felicità dell’uomo sulla terra, e quindi per la sua salute”. Dal 1919 al 1922 è batteriologo presso l’ospedale omeopatico di Londra, dove, attraverso la sua opera Organon, conosce Hahnemann, fondatore dell’omeopatia e si rende conto di avere un punto in comune con lui, anche se le loro ricerche partono da strade diverse: per entrambi il punto cardine è curare il malato e non la malattia. La sua fama di ricercatore cresce, tanto che dopo il 1930 decide di rinunciare ai suoi incarichi di medico, per dedicarsi a tempo pieno alla sintesi dei vaccini che lui stesso ha creato, nei suoi laboratori ed al lavoro nel suo studio.
Tra il 1928 ed il 1930, Bach scopre i primi tre rimedi floreali: Impatiens, Mimulus e Clematis. Intuisce così di essere sul punto di scoprire una medicina totalmente nuova e, nonostante le pressioni di colleghi, amici e parenti, decide di rivoluzionare la sua vita: abbandona Londra e un lavoro che gli rende un bel po’ di sterline l’anno e gli ha regalato la fama, per trasferirsi in campagna e continuare le sue ricerche sulle piante, curando i suoi pazienti attraverso i rimedi di volta in volta da lui scoperti. Dal 1930, anno di questa svolta, al 1936, anno della morte Bach non richiede più nessun pagamento per i suoi consigli e le sue prestazioni e vive grazie alle donazioni dei suoi pazienti. Le sue ricerche lo porteranno alla scoperta dei 38 rimedi e alla stesura di diverse pubblicazioni, fra cui “Guarisci te stesso” e “Libera te stesso”. Nel 1935 si stabilisce nel villaggio di Sotwell, in una piccola casa chiamata Mount Vernon, che diventerà il suo quartiere generale e che oggi è sede del Bach Centre.
Nell’estate del 1936 inizia a scrivere quella che diventerà poi la versione definitiva del suo testo “I dodici guaritori e altri rimedi “, e lavora inoltre una conferenza intitolata “Le erbe guaritrici “, che espone il giorno del suo cinquantesimo compleanno, il 24 settembre 1936. Verso la fine d’ottobre si rende conto che le forze cominciano ad abbandonarlo e perciò istruisce i suoi tre collaboratori in modo che possano proseguire il suo lavoro esattamente così come lui lo ha scoperto. Muore la sera del 27 novembre 1936 nel sonno
Questa la vita dello scopritore dei primi Rimedi Floreali. Ma quali sono e per cosa sono utili i rimedi da lui scoperti? Ne parlerò nel prossimo articolo, nel frattempo potete contattarmi per qualsiasi informazione o una call gratuita, per conoscere meglio questo prezioso strumento
