L’ho già scritto diverse volte in questo elaborato, ma lo strumento più importante che mi ha donato, o meglio ri-donato, il Counseling è il mio corpo che, grazie al lavoro sul felt sense ho potuto riconoscere come il canale principale attraverso cui passano le mie emozioni e sensazioni, senza averne paura. Ricontattare il mio corpo, sentirlo muoversi nella danza, usarlo per entrare in contatto con gli altri, ascoltarlo anche quando si parlava di tematiche per me faticose…tutto questo è stato un toccasana per me, mi ha sbloccato e, anche se persistono alcune resistenze, non voglio tornare indietro.
Questo è un breve estratto del mio elaborato finale della formazione in Counseling dove, tra le altre cose, ho raccontato il rapporto con il mio corpo. Chi mi segue probabilmente me l’avrà già sentito raccontare, ma io ho passato tantissimi anni in una sorta di freezer, dove tutto era congelato. Anche il corpo, diventato rigido e insensibile. Ora che il ghiaccio piano piano si è sciolto, ho scoperto nel corpo un angelo custode che mi invia i suoi segnali per sostenermi nel cammino di crescita, anche se ci sono ancora alcune frizioni tra di noi.
Proprio al corpo dedico l’articolo di febbraio, anche per invitarvi a far buon uso di questo prezioso strumento che ci accompagna attraverso mille trasformazioni per tutta la nostra vita
Buona lettura!
INDICE
- Body scan
- Non startene lì seduto!
- Le meditazioni attive
- Body scan
Prima di iniziare a muovere il corpo e a farlo diventare uno strumento di consapevolezza è ovviamente necessario prendere contatto con esso e imparare ad ascoltarlo. Cosa non sempre facile perché spesso lo trascuriamo e/o non sappiamo come interpretare i segnali che ci manda.
Per entrare in connessione con una persona di solito cosa facciamo? Cerchiamo di conoscerla, giusto? Il Body Scan ci aiuta a fare la stessa cosa con il nostro corpo!
Si tratta di una meditazione guidata di esplorazione delle sensazioni fisiche nel corpo, inserita all’interno del protocollo dell’MBSR (Mindfulness-based stress reduction) ideato da Kabat-Zinn. Anzi, è stata la prima pratica introdotta in questo protocollo. In sostanza chi la pratica viene invitato a portare la sua attenzione dapprima sul respiro, che deve ovviamente essere naturale e non forzato, e successivamente sulle varie parti del corpo registrando sensazioni fisiche ed emotive, senza giudizio, senza ragionamenti e senza cercare di cambiare le cose. Stare, verbo base di qualunque meditazione.
Se cercate in internet ne trovate diverse versioni, ad esempio qualcuno inizia dalla testa e scende alle gambe, qualcun altro fa il contrario. E’ in ogni caso una pratica fondamentale e preziosa innanzitutto perché il corpo, a differenza della testa, non mente mai e imparare a cogliere i suoi segnali è importante. Oltre a migliorare la consapevolezza del proprio corpo, il body scan riduce lo stress aiutando anche a gestirlo, aiuta a riconoscere e rilasciare la tensione fisica e mentale, sviluppa la connessione corpo-mente e la concentrazione ed è utile per le persone che soffrono di dolori cronici.
Ok, abbiamo imparato a prendere contatto con il corpo e ad ascoltarlo… e adesso?
2. Non startene lì seduto!
E adesso impariamo a muoverlo!
Valanghe di studi scientifici di dimostrano come l’attività fisica sia necessaria, anzi fondamentale per la nostra salute, soprattutto in una società come la nostra dove ogni giorno spunta una nuova tecnologia ideata con il preciso scopo di risparmiarci fatica, lavoriamo perlopiù seduti ad una scrivania, prendiamo l’auto anche per andare dal giornalaio sottocasa e l’alimentazione non sempre è equilibrata. Eppure, lo scorso anno l’OMS ha dichiarato che quasi un terzo degli adulti nel mondo non raggiunge i livelli di attività fisica necessari a mantenere un buono stato di salute, e tra gli adolescenti la percentuale supererebbe l’80 per cento. In totale sarebbero circa 1,4 miliardi gli adulti nel mondo a rischio di malattie perché non svolgono sufficiente attività fisica. Di quali malattie stiamo parlando? Ipertensione, obesità, diabete, osteoporosi, ansia e depressione, cancro, malattie cardiovascolari.
Ma non solo: vi è mai capitato di essere in un periodo no? Quanta voglia avete di muovervi? E se riuscite ad alzarvi dal divano e farvi una bella corsetta o una passeggiata possibilmente nella natura, non vi sentite subito meglio? La bioenergetica è tecnica psicocorporea che unisce un’analisi della persona agli esercizi fisici, in modo da integrare corpo, mente ed emozioni al fine di sciogliere i blocchi energetici e i meccanismi difensivi creatisi a livello fisico e psicoemotivo, causa di molte inibizioni. Insomma, se stiamo fermi non ne risente solo il fisico, ma tutta la nostra persona.
Che fare? Oltre che suggerirvi di cercarvi un’attività fisica che vi piaccia (sennò non sarete mai costanti nel praticarla), vi suggerisco due letture per me illuminanti:
–Non startene lì seduto! di Katy Bowman, esperta in biomeccanica, che suggerisci esercizi che possono migliorare il nostro stile di vita in maniera concreta, nel nostro quotidiano, iniziando dall’ufficio
–I cinque tibetani di Peter Kelder che ci racconta la sua scoperta di un vero e proprio rituale composto da una serie di esercizi di stretching ed isometrici, che prende spunto dallo yoga e che deve essere eseguita in combinazione ad una respirazione controllata. Questi esercizi lavorano su alcuni organi interni del corpo e sui principali centri energetici con lo scopo di riattivare i 7 chakra, con diversi benefici, non solo fisici
Bene, dopo esserci entrati in contatto abbiamo mosso bene bene il nostro corpo, e adesso?
3. Le meditazioni attive
Nel primo paragrafo abbiamo parlato del Body Scan che è una pratica meditativa a tutti gli effetti in cui è coinvolto anche il corpo. Ma si tratta comunque di una pratica passiva perché sostanzialmente si sta fermi, sdraiati o seduti.
Conoscete Osho? No, non quello di “Le più belle frasi di Osho”, quello originale! Filosofo e mistico, fu uno dei più noti maestri spirituali indiani contemporanei. Un elemento centrale della sua filosofia fu la meditazione e, a partire dagli anni ’70, introdusse, forse per la prima volta, quelle che vengono definite meditazioni attive, per, diciamo così, venire incontro all’uomo occidentale, dalla vita frenetica che, a differenza dell’uomo orientale, è diventato incapace di dedicarsi al proprio ascolto interiore, perché subisce continuamente tante “distrazioni”, che ne riempiono la mente. Secondo Osho il fine delle meditazioni attive è “calmare la mente per creare quello spazio di silenzio e consapevolezza necessario alla illuminazione”
Si tratta di fatto di meditazioni in cui in prima battuta si muove anche il corpo, sempre in uno stato di consapevolezza, per lasciar andare, prima di tutto, lo stress accumulato nel corpo e nella mente in modo da facilitare l’accesso al successivo stato di meditazione e allo stadio finale, quello del “non fare nulla”.
Osho ha creato diverse meditazioni attive, se andate sul sito ufficiale ne potrete sapere di più. Per me sono state una scoperta perché, nel mio percorso di ri-presa di contatto con il mio corpo, mi hanno aiutato ad ascoltare e dare un nome alle sensazioni fisiche da cui spesso mi sentivo sopraffatta. E anche a mandare in circolo un bel po’ di energia! Queste le mie tre preferite:
–Gibberish: muoviti per la stanza parlando … una lingua sconosciuta! La meditazione consiste nel pronunciare parole, ma anche suoni, senza senso, come se si stesse parlando un’altra lingua che non esiste. Nel frattempo, è consigliabile muovere il corpo camminando, usando le braccia, attraverso le espressioni facciali … In questo modo possiamo esprimere ciò che abbiamo dentro, senza restare intrappolati nel meccanismo dei film mentali e del lavorìo della testa, mentre il nostro corpo, attraverso il movimento, può aiutarci a buttar fuori le emozioni bloccate. Al termine c’è una successiva fase in cui si si siede o ci si sdraia in silenzio, ascoltando quello che sale in noi.
–Heart Chakra: tecnicamente non è una meditazione attiva di Osho in quanto ideata e musicata da Karunesh, al secolo Bruno Reuter, musicista tedesco di musica new age e ambient, tutt’ora vivente. Essendo però discepolo di Osho (il nome spirituale Karunesh gli è stato dato proprio da lui) possiamo annoverare anche questa tra le sue meditazioni attive. Heart Chakra lavora sul chakra del cuore ed è composta da 6 fasi: nelle prime tre si muovono le braccia (mentre le gambe restano saldamente ferme) prima in avanti, poi a destra e sinistra e infine voltandosi indietro. I punti verso cui dirigiamo le braccia rappresentano i 4 punti cardinali a cui, in qualche modo, si rende omaggio. Nella quarta fase si combinano i tre movimenti precedenti, mentre nella quinta ci si mette in una posizione comoda, possibilmente seduti e si respira ascoltando la musica, cercando di percepire la connessione con il proprio cuore. C’è infine un’ultima fase in cui si può restare in silenzio oppure continuare ad ascoltare la musica, che prevede il suono delle campane tibetane
–Nataraj: tre stadi, movimento puro. Nella prima fase di 40 minuti semplicemente si danza lasciandosi guidare dall’inconscio, come se si fosse posseduti, muovendo tutto il corpo, senza cercare di controllarlo. Per i successivi 20 minuti ci si sdraia in silenzio, cercando di farsi attraversare dalle note e dalla vibrazione della musica. Infine, per gli ultimi 5 minuti, si è liberi di danzare e di divertirsi, come se si stesse celebrando la vita o qualunque cosa sentiate
Consapevolezza e contatto, movimento, espressione … il nostro corpo è un potente alleato per la nostra crescita e la nostra trasformazione. E ogni tanto ci fa anche da sentinella. Ricordiamoci di prendercene cura e di ringraziarlo, magari regalandoci un trattamento che lo coccoli e/o lo faccia stare meglio. Qui ne trovi diversi, contattami e struttureremo un percorso ad hoc!